00.

  


Card. Giuseppe Betori

SENTIRSI SOLI

... quando sono uscito dalla sua stanza,
non ero più una Persona Disperata.

Sentivo e sapevo di non essere più solo.




 

01. La Dedica

 

 

A tutti coloro che non ci hanno lasciati soli

 

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02. INDICE


1 - Copertina

Capitolo primo

2 - Dedica
3– Piano, pano, di notte, nasce un libro
4 – Introduzione
5 – Lettera a Papa Francesco
5 / 0A. Lettera Pres. C.E.I. Card. Gualtiero Bassetti
5 / 0B. Lettera Pres. C.E.T. Card. Giuseppe Betori
6 - Disperazione
7 – Oltre quella porta
8 - Clochard
9 - Risveglio
10 - Senza Dio
11 – Tentato Suicidio
12 - Contestazione a Piombino: esposizione Pannoloni
13 – Anno 2011. Battaglia contro il Sistema Politico – Sociale di Piombino


Capitolo secondo : in programma

 

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 03. Piano, piano

di notte, 

nasce un libro…

Il giorno ho ben altro da fare. Corro ovunque ci sia bisogno.

Come posso aiuto mia moglie ultraottantenne, che lotta dal 2015, senza

mai arrendersi, contro un tumore.

Insieme, giorno dopo giorno, doniamo il nostro amore, la nostra vita,

ad un Figlio Disabile Gravissimo in Dipendenza Vitale, da quattordici

anni nella Sindrome LOCKED-IN traumatica, a seguito di un incidente stradale.

Ma la notte è cosa diversa. Riordino il vissuto del giorno. Lo scompongo.

Cestino le cose inutili alla ricerca di qualcosa che valga la pena di raccontare,

per trovare la forza di sopravvivere... 



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04. INTRODUZIONE

La storia vera, una Battaglia impari lunga 12 anni, condotta da un anziano Padre, contro il Sistema

Politico – Sociale di Piombino, per tutelare la Drammatica e Fragilissima Sopravvivenza vissuta dal figlio,

Persona Disabile Gravissima in Dipendenza Vitale, nella sindrome LOCKED-IN traumatica, a seguito di un incidente stradale.

In più occasioni, Papa Francesco ha definito questi Ultimi, Chi sopravvive in condizioni estreme,

INVISIBILI, perché la Società ha girato lo sguardo altrove. Ma dobbiamo andare oltre le parole.

Chi sopravvive in condizioni estreme, non sono Persone Invisibili. Sopravvivono in una Comunità

Ipocrita perché finge di non vederli.

Nell’Udienza concessa in data 25 aprile 2018, questo Padre si rivolge a Sua Santità con l’espressione:

                                                       INVISIBILI  TE  SALUTANT

E nel dire ciò, consegna brevi manu, il contenuto di un’inquietante esigenza: l’Avvento di un nuovo Dio !

Il Dio delle Persone Disabili Gravissime e dei loro Familiari.

Più o meno inizia così la narrazione di questa Drammatica e Fragilissima Sopravvivenza resa possibile,

a Piombino, unicamente dall’amore e dal supporto psicologico della Famiglia: una Madre, un Padre e una

Sorella. Un legame Unico, Inseparabile, Invincibile. Narrare questa Sopravvivenza Fragilissima per

 testimoniare un legame affettivo che trascende il tempo e lo spazio. Guardi il Figlio sofferente negli

occhi e ti viene la pelle di gallina. Leggi le sue Paure, la sua Disperazione per essere stato travolto,

nel pieno della Vita, da una ragazza risultata positiva alla guida di un’auto pirata. Anche quando piangi,

sai che non ti arrenderai mai.

Anche quando piangi sai di non essere Solo perché dentro di te avverti qualcosa che sfida il Cielo, le stelle,

l’Universo. Sfidi  il tuo Dio. Richiedi di farsi carico degli Ultimi, di Chi sopravvive in condizioni

estreme e dei loro Familiari. Nell'attesa, la Famiglia continuerà a lottare sino all'ultimo respiro...

 

CITTA' DEL VATICANO 
25 APRILE 2018
UDIENZA DELL'ASSOCIAZIONE

www.dirittovitadignitosa.it

Invisibili te salutan ...


 

 

 

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05. LETTERA A PAPA FRANCESCO

 

 

Lettera a Papa  Francesco

                                                                                                                

Oggetto: Dopo di Noi riferito ai Disabili Gravissimi.

Prego Sua Santità di essere comprensivo. Forse è la disperazione che ingenera un’inquietante esigenza: l’avvento di un “nuovo Dio”. Il Dio delle Persone Disabili Gravissime e dei loro Familiari.

Un nuovo Dio, che non si adatti alla drammatica circostanza di una realtà che vede affermarsi sempre più il predominio del Diritto ad una Morte Dignitosa, anziché la scelta per il Diritto ad una Vita Dignitosa.

Sono le due facce di una stessa tragedia. La scelta di ritenere questa Vita non più Degna di essere vissuta e l’altra, altrettanto drammatica, di continuare a vivere anche in circostanze estreme.

Un nuovo Dio, che sia comprensivo del fatto che entrambi i Diritti rispettano la Volontà di ciascuno e tutelano la Dignità di tutti.

Un nuovo Dio, che si manifesti attraverso la denuncia di Loris Bertocco. Un nuovo Dio, che senza giri di parole, renda Tutti Noi corresponsabili della morte del sig. Bertocco che per sua stessa ammissione avrebbe scelto la Vita Dignitosa anziché la Morte Dignitosa, se avesse ricevuto una amorevole assistenza.

Un nuovo Dio capace di discernere quando il Diritto ad una Morte Dignitosa non sia più libera scelta, ma sia una decisione estrema condizionata dalla percezione di sopravvivere in una Società che ha girato lo sguardo altrove. Una Società che non recepisce questi Ultimi, questi Casi Estremi come un problema prioritario di Tutti Noi.

Molti di noi, nutrono ammirazione per la coerenza del Suo Pontificato. Fedele al Discernimento, non ha esitato a criticare gli effetti devastanti della Globalizzazione. Le ingiustizie e quant’altro hanno finito per determinare il Continente di Chi ce la fa, distinto e separato dal Continente di Chi non ce la fa. In quest’ultimo sopravvivono le Persone da Lei definite“Invisibili”. Nel senso che non appaiono e quindi non esistono.

Régis Debray, in “Dieu, un itineraire” offre una riflessione: al contrario della Incarnazione del Figlio, “…Dio Padre è un cattivo soggetto per essere rappresentato in un film”. Non è visibile, non appare. E in questo le Persone Disabili Gravissime, i Casi Estremi, sembrano coincidere con la figura di “Dio Padre”: non appaiono e quindi sono “ cattivi soggetti” per essere recepiti dalla Società come un problema prioritario per tutti noi.

Sono certo che senza ricorrere all’intersoggettività, abbia compreso appieno le vere motivazioni di quanto ho tentato di rendere esplicito: una drammatica richiesta di aiuto che vada oltre le parole, oltre l’esigenza espressa di un nuovo Dio. Una Chiesa capace di gettare un ponte tra il continente di chi ce la fa ed il continente di che non ce la fa.

Una Chiesa che sia la voce di chi non ce la fa Dopo la Morte dei Genitori.

 

Difficile trovare le parole per congedarmi da Sua Santità

e nel contempo esprimere affetto e sostegno a nome e per conto

 

www.dirittovitadignitosa.it                                                               Piombino 3 dicembre 2017

Alberto Guerrieri

 

 

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05 - 0A. Lettera Cardinale Bassetti

 

 

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05 - 0B. Lettera Cardinale Betori

 

 

05 0B Lettera Card Betori

 

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6. Nel buio della disperazione

 

 

                              Può capitare a chiunque. Anche a Lei che sta leggendo.

                              Improvvisamente un vostro Caro non rientra a casa.

                              Disperatamente lo cercate ovunque.

                              Poi alle due di notte, presso la Rianimazione dell’Ospedale “Le Scotte”

                              di Siena, il medico di turno vi prende dolcemente le mani e le stringe con le sue.

                              Si faccia coraggio.

                              E’ in condizioni disperate.

                              E’ in imminente pericolo di vita...

 


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07. Oltre quella porta

Forse non avevamo ancora preso consapevolezza di cosa stessimo vivendo.
Così alle due di notte, nella piccola stanza di fronte alla porta che accede alla rianimazione dell'Ospedale Le Scotte di Siena, un giovanissimo musicista guatemalteco seguiva con interesse ciò che andavo proponendo per la composizione di qualcosa che rappresentasse l'immane tragedia che stavamo vivendo "Qui e Ora'.
La precarietà della vita umana.

Questa volta determinata da un destino imprevedibile: un gravissimo incidente stradale. Al di là di quella porta in stato di coma, i nostri cari combattevano tra la vita e la morte. Quando si apriva quella porla un brivido di terrore: qualcuno pronunciava un nome ed i parenti iniziavano a piangere.

Nonostante questo stato d'animo, mi ostinavo ad immaginare e proporre l'inizio di una composizione che rappresentasse il sogno e la felicità di un giovane ragazzo spensierato: il flamenco o qualcosa di simile.

Poi doveva seguire un segno premonitore: un improvviso silenzio assordante interrotto a tratti da un leggerissimo fruscio del vento tra gli aghi dei'pini. lo avevo registrato personalmente nel piccolo e familiare cimitero della Gorgona. Quando entravi, venivi accolto con il rumore di un silenzio assordante. Seguiva quel delicatissimo fruscio tra gli aghi dei pini. Un fruscio che se ne va e ritorna una, due, mille volte...

Solo dopo questa introduzione lasciavo il giovane guatemalteco libero di creare una composizione drammatica, dirompente, che descrivesse attraverso le note musicali, il volto di un tragico Destino. Una composizione inedita impregnata della cultura della sua gente. Per testimoniare che la sofferenza come la musica sono universali, vissute in ugual misura indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla cultura, dalla religione o da'dove sopravvivi. E' un sentire innato ed istintivo. Non riuscii a proporre altro.

Improvvisamente quella porta si aprì e qualcuno pronunciò il nome della persona cara. Vivo ancora l'immagine di quel giovane piangente nell'attimo che oltrepassò quella porta




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 07.A Piccolo Cimitero della Gorgona

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Dopo mezz’ora di navigazione, già distinguo il profilo familiare della Gorgona.

Torno dopo un’assenza lunga trent’anni. Il legame con questa terra, con questa gente

è immutato. Chi ha vissuto su quest’isola sa quanto sia forte e vero questo reciproco affetto.

Addossato ad una sperone di roccia, intravedo il piccolo borgo. Quasi non amasse apparire.

Conosce la dignitosa riservatezza di chi vive da uomo libero a fianco con chi è privato della libertà.

 

Son qui per la scomparsa prematura di un’amica cara.

Ho fretta, sono ansioso di incontrarla.

Il sentiero giunto in prossimità di “Torre nuova” gira bruscamente a sinistra e sale dritto verso

il piccolo cimitero. Non conosco nessun altro luogo al mondo, capace di trasferire quel desiderio di pace che vado cercando.

Da una parte, il profilo della pineta precipita nella insenatura di “Cala Maestra” e dall’altra , decresce verso una radura. I pini abbracciano ed a tratti sormontano il muro di cinta.

Così nascosto tra il verde, c’è questo piccolo cimitero.

Un colore verde intenso, delimita uno spazio che non ha confini.

La casa dei morti ti accoglie offrendoti in dono la serena sensazione di un silenzio assoluto.

Lo percepisci a tratti, quando il leggero fruscio del vento tra gli aghi dei pini cessa…

Se ne va, ritorna, una, due, mille volte…

Si profila l’immagine di chi sto cercando.

Nell’angolo di sinistra, in mezzo a due tombe di marmo bianco, un cumulo di terra rossastra mi parla di Lei.

Qualcuno vi ha deposto un mazzo di fiori gialli. Ondeggia qua e là, frugato dal vento che l’ha riconosciuta.

Una pace leggera recupera emozioni lontane. Ad uno, ad uno, libero i ricordi più cari.

Aggrediscono il cuore e volano via per sempre.  

 

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 08. Clochard

 

Ogni mattina, all'alba, uscivo dall'Ospedale Le Scotte di Siena e camminavo verso non so dove.
Finivo sempre nella Piazza del Campo ( Palio), passando di fronte alla sede del Monte dei Paschi.
Camminavo e piangevo immerso nei versi di Ungaretti: si sta come le foglie, in autunno, sugli alberi.
Mi sosteneva l'idea che la mattina seguente avrei potuto ancora allontanarmi dal reparto di Rianimazione e camminare, piangendo, verso non so dove.
Così ininterrottamente per quarantacinque giorni. Ogni mattina passavo di fronte alla sede del Monte dei Paschi.
Poco prima vi è una Chiesa con una piccola scalinata. Ed ogni mattina, seduto sugli scalini, un'anziana Persona esibiva la piaga ulcerosa della gamba sinistra. Ogni mattina, lasciavo qualcosa nella ciottola che proponeva ai passanti.
Alla sera ci incontravamo nel lungo, alienante, deserto corridoio che accede ai reparti dell'Ospedale.
Spesso, in silenzio, seduti l'uno a fianco all'altro, mangiavamo qualcosa per sopravvivere- Una sera, dopo aver versato dell'acqua ossigenata sulla piaga, mi chiese se potevo aiutarlo a fasciare quella ferita. Nacque così la nostra amicizia.
Un'empatia fortissima sino al punto di farmi carico dei suoi problemi esistenziali. In particolare quello del Parroco che lo aveva interdetto dal sedersi sugli scalini della Chiesa. Non è dignitoso. Offende la serenità di chi accede alla messa. Non ricordo il suo nome, né ho più rivisto quel Clochard. Ma ancora oggi, trascorsi ormai tredici anni, mi aiuta il ricordo di aver restituito dignità a quella Persona. Uscii da quella Chiesa solo dopo aver ottenuto l'impegno del Parroco che autorizzava il mio amico a mendicare seduto sugli scalini. La Solidarietà tra gli Ultimi è una sorta di Istinto che trasferisce una forza interiore che non ha limiti.
Forse è la forza di quella esperienza che mi aiuta a lottare contro l'idea di chi privilegia l'eutanasia come soluzione di ogni sofferenza.

 

 

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09. Risveglio

 

La stanza era piccola, ma adatta ad ospitare mio figlio appena dimesso dal reparto di rianimazione
nello stato “Vegetativo”.
Le sbarre di ferro che delimitavano quello spazio riservato ad ospitare presso l’Ospedale “Le Scotte”
detenuti malati, mi erano familiari. In qualità di insegnante carcerario avevo vissuto l’esperienza di vivere da uomo libero a fianco di chi ha perso la libertà.
Ma in questa circostanza, nulla mi era di aiuto di fronte a mio figlio.
Immobile, gli occhi chiusi, rantolava ad intervalli discontinui. Spesso ho temuto che fosse l’ultimo respiro. Poi qualcuno mi ha spiegato che erano apnee. Quelle dei subacquei sono volontarie, queste
sono determinate dalle funzioni cerebrali.
Per quattro giorni e quattro notti, ininterrottamente ho preso a monitorarle. Scandivo mentalmente i secondi. Quando superavano i sessanta, settanta secondi, stringevo la sua mano sinistra nel timore di sentirla raffreddarsi. In ciascuna di queste circostanze , ho temuto di perderlo.
In tempi non sospetti, avevo sentito dire che qualcuno, dopo un lungo periodo vissuto nello stato vegetativo, ne era uscito riferendo particolari che attestavano le funzioni cerebrali.
Sentivano la voce dei loro cari.
Nel solco di questa idea, così vaga, che ancora oggi mi chiedo se fosse stato non qualcosa che avevo sentito dire, ma ciò che in quella circostanza mi imponevo di credere, presi a recitare come un bambino:

“ Roberto, sono babbo”
“ Roberto, mi senti ? “
“ Roberto se mi senti apri gli occhi ! “
“ Ti voglio bene Roberto, non ti lascerò mai ! “

Presi a ripetere queste parole, giorno e notte, come se fossero le preghiere di un rosario.
Ininterrottamente.
Poi un brivido attraversò tutto il mio corpo. Le gambe, la testa, le braccia furono percorse da un brivido che non avevo mai provato prima.

“ Roberto se mi senti apri gli occhi ! “

Di scatto le palpebre si aprirono

Ho imparato così a piangere di gioia. A provare e vivere una tempesta di emozioni così forti, travolgenti ed intime che non riesco ad esprimerle. Le conservo in silenzio dentro di me.

 

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10. Senza Dio

 

 

Avevo pregato, avevo pregato giorno e notte, avevo chiesto che mio figlio riaprisse gli occhi,
riconoscesse suo Padre e tornasse così per sempre alla vita...
Avevo pensato di riabbracciarlo...
Ora so che nessun Dio entrerà dentro di me.
Non c'è spazio.
Tutto lo spazio cosmico, tutto l'Universo visibile ed immaginabile sono gli occhi di mio figlio muto.
Occhi innocenti, increduli, smarriti.
Trasmettono un flusso di infinita sofferenza.
Come padre gli dico: ti voglio bene figliolo. Non ti abbandonerò mai!
Lo so. L'ho sempre saputo, mi risponde. Per questo fingo di continuare a vivere.


Dio ascolta in silenzio.
Rispetta questa nostra infinita sofferenza.
Rispetta la mia decisione di tenerlo fuori della porta.
Ora è certo che nessun alto Dio entrerà dentro di me.

 

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11. Tentato suicidio

 

E’ il passaggio più tragico della mia vita. Provo più che  imbarazzo, un’infinita umiliazione a parlarne. Non ne ho mai fatto menzione con nessuno. Ho sempre finto una forte resilienza, un forte carattere. Ho sempre tentato di nascondere la mia fragilità. La fragilità di un Padre disperato.

Sto vivendo quell’insensato tentativo di togliermi la vita, con un senso di colpa. Una fuga dai Doveri nei confronti di un figlio Disabile Gravissimo, muto e completamente paralizzato. Provo un senso di vergogna. Un codardo che nel bel mezzo di una tempesta, pensa solo a sé stesso. Abbandona tutti al proprio destino. Persino un figlio sofferente ed indifeso...

Ma quel pomeriggio, credevo di impazzire. Impazzire per il dolore fisico ed emotivo provato in quattro difficilissimi anni .Giorno dopo giorno. Ininterrottamente...

Ciò che mi preme riferire è che esistono determinate coincidenze, determinate circostanze, a seguito delle quali, “ Basta un nulla” e questa insana decisione di togliersi la vita, si concretizza senza essere stata né premeditata , né pianificata prima. E’ come il risultato imprevisto di un lungo percorso di sofferenza….

 

Mi trovo in casa da solo. Da poco ho accompagnato mia moglie a casa di mio figlio.

Come in uno stato ipnotico, vado dove ho nascosto le doppiette da caccia, regolarmente denunciate.

Scelgo quella calibro 20. Me l’aveva regalata mio padre. I cani esterni sono la garanzia che premendo il grilletto, tutto funzionerà a dovere.

Sono dietro la porta. Il muro fa angolo. Un silenzio assordante.

Nessun pensiero nella mente.

Solo portare a termine ciò che poco prima, non avevo neppure pensato di fare. Come se il mio cervello lo avesse deciso autonomamente senza consultare la mia volontà.

Senza dirmelo prima. Senza darmi un preavviso. Come se qualcuno avesse deciso di farmi una sorpresa: predisporre un contesto di silenzio, di serenità, dove da solo sei lasciato libero di organizzare la fuga da una sofferenza, per te, divenuta insopportabile.

 

Quello che sto per riferire è la testimonianza dell’infinita Fragilità dell’essere umano.

Anche se mi ripugna, se mi umilia, devo trovare il coraggio di descrivere ciò che ho provato, nella speranza di liberarmi di questo peso, di questo incubo, per sempre.

 

Apro la bocca e vi inserisco le canne della doppietta.

Provo disgusto per l’inserimento in bocca di quel ferro freddo ed ingombrante.

Con la mano sinistra tengo le canne in bocca. Con la destra scivolo giù verso il grilletto.

Non provo alcuna emozione.

Chiudo gli occhi…

Vedo il corpo di Ernest Hemingway disteso in un lago di sangue. Si è ucciso nella propria abitazione sparandosi un colpo di fucile in testa. Un’immagine devastante  che ha fatto il giro del mondo.

Riapro gli occhi.

Quel lago di sangue non lo avevo considerato. Penso a mia moglie.

Tornando a casa non merita questa sorpresa.

Lo stanzino della chiostra offre il vantaggio che al centro, il pavimento, è provvisto dello sgrondo per l’acqua.

Smonto il fucile nei due pezzi. Penso di nasconderlo in uno asciugamano e scendere giù per le scale.

Nel far ciò, mi accorgo che avevo inserito una cartuccia in ciascuna canna del fucile.

CHE STUPIDO: NE BASTA UNA SOLA !

Ma cosa sto facendo ?

Ponendomi questa domanda, ripongo il fucile.

E’ ancora lì. Forse, mi sta aspettando...

 

 

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12. Contestazione a Piombino: esposizione dei Pannoloni

 

 

 

Sono le h. 03,30. Sto aspettando un amico sotto casa. Arriva puntuale. Abbiamo fretta. Prendiamo le nostre cose, tre pali di circa 3 metri, sei pannoloni intrisi di escrementi, due confezioni di mollette e

senza parlare raggiungiamo il Comune di Piombino.

Tutto procede come previsto. Nascosti sotto l’arco di via Sant’Antonio, adiacente al Comune, nessuno dovrebbe vederci.

Abbiamo 20 minuti per montare ciò che abbiamo programmato, trasferirlo di fronte al portone d’ingresso del Comune, fotografarlo e poi, con calma, smontare il tutto e tornare a casa. 

C’è un certo nervosismo ed un fortissimo rancore contro tutta la Città.

Sappiamo quanto sia forte il valore di questa contestazione. Mostrare i pannoloni intrisi di escrementi proprio sotto il naso di un’Amministrazione Comunale guidata dal  Sindaco Gianni Anselmi.

Fingono spudoratamente di ignorare le proprie responsabilità di fronte ad una  “mancata assistenza”

di Persona Disabile Gravissima in Dipendenza Vitale, nella Sindrome LOCKED-IN traumatica a causa di un incidente stradale.

Muto e completamente paralizzato, lotta disperatamente solo per sopravvivere.

Ma non ha senso vivere senza Dignità !

Un giovane architetto costretto a rimanere seduto sui propri escrementi per un tempo che supera le 48 ore,

per quanto forte sia l’istinto di sopravvivenza, si ripiega su sé stesso e muore dentro.

E’ un’umiliazione estrema. Difficile persino a riferire. Poi casualmente la lettura di Franz Kafka. Nelle lettere a Milena Jesenskà. ,Kafka non ha provato l’imbarazzo che sto provando io nel rendere pubblica una vicenda familiare: l’innato pudore di mantenerla nascosta per un tempo troppo lungo: tre anni.

Kafka non prova alcun imbarazzo. Anzi, drammatizza l’uomo malato che si avvoltola nel puzzo del letto di morte.

Aver letto Kafka mi  ha dato coraggio.

Nasce così l’idea del Movimento: Diritto ad una Vita Dignitosa per i “Senza Voce”

Sarò l’unico referente. Accetterò l’umiliazione di mendicare aiuto a tutti coloro che riterranno giusta e necessaria questa battaglia.

Ora so che non starò più Zitto. Contesterò Tutto e Tutti per rendere Giustizia non solo a mio figlio, ma a tutte le Persone che verranno a trovarsi nelle sue stesse condizioni.

Corre l’anno 2011. Inizia un’impari Battaglia contro il Sistema Politico-Sociale della Città di Piombino. Ingenuamente non ho idea di cosa sia il Sistema Politico-Sociale di Piombino. Presto lo scoprirò a mie spese.

 

 

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13. Anno 2011. Inizia la battaglia contro
      il Sistema Politico - Sociale di Piombino




 

 

                                                                                                          All’attenzione del
                                                                                                          Sindaco di Piombino
                                                                                                          Dr. Gianni Anselmi

  

E’ imbarazzante dover esibire pannoloni, mi creda!

Non sopportiamo più l’Indifferenza nei confronti di

concrete situazioni di indigenza.

                            NON STAREMO ZITTI

sino a quando il Presidente della Regione Toscana,

Dr. Enrico Rossi, non ci difenderà da alcune forme

di MALA AMMINISTRAZIONE in rapporto ai

problemi e necessità delle Persone Disabili Gravissime.

 

Associazione Vita Indipendente Onlus Val di Cornia

Associazione  www.dirittovitadignitosa.it 

 


CAPITOLO II

14. Scrivere di Notte

Un’esperienza bellissima, affascinante. Il silenzio, dopo aver avvolto la città, sembra aver spazzato
via insieme ai rumori, i dissidi, le ansie e le criticità. Sotto i tetti illuminati da una luce rossastra,
pensi che la gente abbia trovato pace. Vivi questo silenzio come una pace sociale. Finalmente liberi
i tuoi pensieri come voli di farfalle. Le insegui, le osservi e tenti di descriverle...
Poi,nella realtà, comprendi che scrivere di notte è un privilegio riservato solo a chi di giorno può
riposare.
Purtroppo, non è il mio caso...
Così dovrò rinunciare alla notte e tentare in altro modo di raccontare a me stesso come ho navigato
per quattordici anni in mezzo ad un mare in tempesta. Chiedermi se avrei potuto fare di più e di
meglio. Tentare di giudicare me, attraverso gli altri, in modo più concreto e distaccato.
Nel solco di questa impostazione, nasce il “Secondo Capitolo”.



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15 A - NO ISEE 

Giunto a Firenze con sotto il braccio lo striscione dell’Associazione www.dirittovitadignitosa.it,

chiesi informazioni per raggiungere la Sede del Consiglio Regionale sita in via Cavour. Ero stato invitato da un certo Dr. Luca Pampaloni, dell’Associazione regionale “Vita Indipendente” a partecipare alla protesta insieme con altre Associazioni regionali, finalizzata ad escludere la dichiarazione ISEE sul reddito, per aver accesso ai servizi sanitari.

Qualche tempo prima, durante una trasmissione televisiva, veniva fornito un numero telefonico per esprimere in diretta, riflessioni sulla proposta avanzata da un Sindacalista regionale, del quale non ricordo il nome. Esortava a considerare come un preciso dovere di ogni cittadino, comprese le Persone Disabili, a denunciare il proprio reddito.

In questa circostanza, riuscii a collegarmi in diretta:

 

...ma lo vada a cercare altrove il dovere di denunciare il reddito. Lo vada a cercare tra le Persone

 abbienti che evadono. Non lo venga a cercare tra le Persone Disabili che non ricevono la necessaria

 assistenza. Non lo venga a cercare tra chi si è trovato nella necessità di vendere beni personali per

 garantire vitale assistenza ai propri Cari .”

 

Era presente alla trasmissione il Dr.Vittorio Bugli, in qualità di Presidente del Gruppo Consiliare Partito Democratico. Persona intelligente e molto attrezzato di buon senso, non esitò a rispondere che per il Partito Democratico, la questione ISEE, necessitava di un’ulteriore ed approfondita valutazione. Chi seguiva la trasmissione, venne a conoscenza dell’Associazione “Diritto Vita Dignitosa” finalizzata a tutelare esclusivamente le Persone Disabili Gravissime in Dipendenza Vitale.

In quell’occasione, ritrovarsi fianco a fianco con Persone mai conosciute prima, lottare tutti insieme per uno stesso obiettivo, sentirsi accettato come parte integrante di un insieme, è un’emozione che non avevo mai provato.

Qualcuno prelevò lo striscione dell’Associazione “Diritto Vita Dignitosa”, lo espose di fronte all’ingresso del Consiglio Regionale, per scattare una foto in ricordo di questa comune iniziativa.






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15 B - Disabili contro disabili, morte di un sogno 

 

Chiesi un colloquio con l’associazione Vita Indipendente Onlus della Regione Toscana con sede a Firenze. Fui ricevuto dal Dr. Luca Pampaloni. Seduto su una carrozzina era affiancato da un giovane assistente. Così per la prima volta nella vita, mi sono trovato di fronte a Persona affetta da Disabilità spastica.

 Provai, più che disagio, sofferenza nel vedere le contorsioni continue di questa persona.

Mentre si esprimeva, di scatto puntava le gambe, si sollevava di qualche centimetro per ricadere seduto. Poi immobile, in una pausa di circa 10 secondi, ti fissava negli occhi.

Compresi che erano pause obbligate tra una frase e l’altra. Ma cambiavano le contorsioni del busto e della testa. Girava la testa a sinistra per poi di scatto girarla in alto, come per guardare il soffitto, spalancare la bocca e contemporaneamente contorcere le mani e le braccia con scatti imprevisti.

Poi, di nuovo, una pausa di dieci secondi. Immobile, in silenzio, ti fissava negli occhi.

Sembrava frugarti nei pensieri, nell’anima. 

Provai ammirazione per questa persona. Nacque così, un rapporto molto personale. Per circa due anni, i successivi colloqui si svolgevano, la domenica, presso la sua abitazione a Calenzano.

Venivo accolto dal sorriso della mamma e da una tazzina di caffè.

Salutavo tutti dicendo: son qui per ascoltare il Vangelo secondo Luca.

Divertito,sorrideva soddisfatto.

Mi parlava di cose particolari, conosciute da  poche persone al mondo.

Descriveva il mondo visto e vissuto da chi sopravvive seduto su una carrozzina.

Sopravvivere in uno stato di Disabilità comporta una decisione che matura piano, piano, negli anni. E’ un percorso di sofferenza sino a quando decidi di oltrepassare una porta: la porta che ti introduce nell’accettazione della tua Diversità. L’alternativa è la fuga da una vita ritenuta non degna di essere vissuta.

Parlava di cose intime. Di come era cambiato il rapporto con la madre al compimento di diciotto anni. La gioia, l’entusiasmo di sentirsi maturo, pronto ad affrontare la Vita. 

Mamma non esitò a dirmi: caro figliolo, ti ho portato sin qui. E’ venuto il momento che tu prosegua da solo , con le tue gambe.

Caro Alberto, in questi due anni ci siamo confrontati su tutto. Anche per te è venuto il momento che tu prosegua da solo con le tue gambe.

Certo che fosse nato tra noi un sentimento che andava oltre la stima e l’amicizia, l’ho amato come un figlio...

Gesù sapeva chi lo avrebbe tradito. Io no !

 

Così strutturato, non immaginavo che avrei vissuto un’esperienza tristissima, di una ferocia inaudita.

 Sapevo che mi sarei trovato in conflitto nel proporre una questione niente affatto condivisa dalla linea politica e dalle convenienze delle altre Associazioni regionali. Trattare separatamente, una buona volta per tutte, le maggiori necessità assistenziali riferite alle Persone Disabili Gravissime in Dipendenza Vitale, dalle necessità assistenziali riferite alle Persone Disabili Gravi e Gravissime.

Questa esperienza mi ha ferito profondamente. Pone riflessioni che trascendono i fatti vissuti. Non esistono valori oggettivi riscontrabili dentro le altre persone. Anche un’amicizia profonda e  sincera va intesa nella sua modesta realtà: va vissuta nel presente ”Hic et Nunc” (Qui ed Ora ).

 

Quando feci visita all’amico Luca Pampaloni, presso la sua abitazione a Calenzano, non immaginavo che sarebbe stato il nostro ultimo incontro.

Discutemmo a lungo della manifestazione di protesta in Via Cavour, di fronte alla sede del Consiglio Regionale Toscano, organizzata in collaborazione con altre Associazioni regionali ivi comprese le due Associazioni di Piombino: Diritto Vita Dignitosa e l’Associazione Vita Indipendente Onlus della Val di Cornia. L’obiettivo comune era quello di contestare l’inconsistenza dei contributi economici stanziati dalla Regione Toscana per le diverse Disabilità. Ottenere maggiori risorse economiche da destinare alla Vita Indipendente.

Luca aveva sorriso e condiviso la contestazione organizzata a Piombino: l’esposizione di sei pannoloni intrisi di escrementi piazzati sul portone di ingresso del Comune di Piombino, proprio sotto il naso del Sindaco Gianni Anselmi.

Così in quell’occasione proposi di esporre i pannoloni intrisi di escrementi anche di fronte alla sede del Consiglio Regionale. Non avendo il tempo di concordare questa iniziativa con tutte le altre Associazioni decidemmo: facciamolo e basta. Vediamo cosa succede...

Il giorno successivo, a Firenze, con il solito amico, ci facciamo largo tra i turisti trascinandoci dietro tre pali di legno lunghi tre metri, una borsa contenente sei pannoloni intrisi di escrementi, due confezioni di mollette, un cacciavite e raggiungiamo la sede del Consiglio Regionale, in via Cavour.

Vedendomi arrivare, Luca sorride. In ginocchio sul marciapiede, inizio a montare la struttura ed attacco i pannoloni con le mollette. In quella posizione vedo passare tutte le scarpe del mondo. Scarpe da uomo, scarpe da donna con e senza tacchi. Sembrava una danza. Tutti impegnati in una sorta di slalom per evitare di calpestare i pannoloni.

Finalmente, posizioniamo la struttura sulla sinistra del portone di ingresso del Consiglio Regionale.





Insieme con Luca, avevamo pensato  che l’esposizione dei pannoloni avrebbe comunicato meglio di qualsiasi altra iniziativa, il Disagio Esistenziale, l’Umiliazione, la Perdita di Dignità, per chiunque si fosse trovato nella condizione di rimanere seduto sui propri escrementi per la mancanza di una  adeguata assistenza.

Nel frattempo, singolarmente od a gruppi, arrivano altre persone disabili sedute sulle carrozzine sospinte da assistenti, amici, parenti.

Ma non tutti condividono l’esposizione dei pannoloni: non è stata preventivamente concordata...

Veniamo ricevuti nella Sala del Consiglio Regionale. Ogni Associazione, evidenzia le specifiche criticità e sollecita chi di dovere ad assumere tempi ed impegni certi per la soluzione delle criticità documentate.

 

Un silenzio pesante calò nella sala riunioni quando avanzai la richiesta che il confronto tra i rappresentanti del Consiglio regionale e l’Associazione Diritto Vita Dignitosa, a tutela

esclusivamente delle Persone Disabili Gravissime in Dipendenza Vitale, gli Ultimi, i Casi Estremi, le Persone nella Sindrome Locked-in degenerativa e traumatica, avvenisse separatamente in una sede distinta dalle altre Associazioni.

Nella sala si avvertì qualche brusio. Le altre Associazioni non erano evidentemente dello stesso avviso.

E soprattutto non accettavano come nel caso dell’esposizione dei pannoloni, che questa richiesta non fosse  stata preventivamente proposta e concordata.

Pur consapevole di dar vita ad una sorta di Ristrutturazione, proponendo il metodo di “discutere separatamente le problematiche di ogni associazione”  prevalse il fatto che da troppo tempo ed inutilmente, andavo sostenendo che le criticità riferite alle Persone Disabili Gravissime in Dipendenza Vitale, non potevano in alcun modo, reclamando unicamente maggiori contributi economici, trovare soluzioni certe e concrete. E poiché dopo due anni di collaborazione non c’era traccia di discontinuità rispetto a questa nostra valutazione, decido di proseguire individualmente.

Anziché concordare un contributo mensile, in alternativa proponiamo di definire, caso per caso, specifici “Progetti Socio-Assistenziali Personalizzati”, finalizzati a garantire le concrete necessità assistenziali della Persona Disabile Gravissima in Dipendenza Vitale,  oggettivamente riconosciute e prescritte da  un’apposita Commissione di valutazione.

A sostegno di questa nostra impostazione, ponevamo un problema di Equità e Giustizia contestando il fatto che la Regione toscana, a differenza di altre Regioni, non avesse ancora definito “chi fosse Persona Disabile Gravissima in Dipendenza Vitale”. Per questo, chiedevamo come fosse possibile distribuire equamente le scarse risorse economiche della Regione Toscana, dal momento in cui non si conosceva il numero delle Persone Disabili Gravissime in Dipendenza Vitale, residenti nella Regione Toscana.

Fu evidenziato che le Persone Disabili, in quanto Persona, sono tutte uguali tra di loro. Si differenziano per gravità, unicamente sulla base delle reali e concrete necessità assistenziali loro riconosciute da un’apposita Commissione di Valutazione.

La discussione non fu né breve, né serena.

Lascio per ultimo la sede del Consiglio Regionale.

Non sapevo che mi aspettava un’amara sorpresa, di una violenza inaudita.

La struttura che prima sosteneva i pannoloni è stata distrutta. Ciò che ne è rimasto è stato trasportato sull’altro lato di via Cavour.

Vedo Luca insieme a tutti gli altri, dirigersi verso Piazza Duomo.

Mi gira le spalle senza salutarmi...

E’ stato ucciso dentro di me, un sentimento vero di profonda amicizia. Provo infinita amarezza.

Di chi e di cosa possiamo fidarci, se un nemico subdolo si insinua sempre più nella Società ?

Un nemico così terribile, capace di dividere la Società ed uccidere un Sogno : la solidarietà tra gli Ultimi, le Persone Disabili. E’ un’amara e devastante percezione : crea le premesse di una disgregazione sociale.

Il continente di chi ce la fa, distinto e separato dal continente di chi non ce la fa.

 

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15 C - I disabili gravissimi non esistono 

 

Ormai la guerra è dichiarata. Nunc coepimus, ovvero, abbiamo appena incominciato. Ma una cosa per me è certa: basta subire.  Non starò più zitto sino a quando questa criminale discriminazione nei confronti di una Persona Disabile Gravissima in Dipendenza vitale e degli anziani genitori ultraottantenni, incapaci di rappresentare da soli, le complesse criticità connesse a chiunque si trovi nelle nostre stesse condizioni, non sarà resa pubblica e risolta.

Ma la storia insegna che il singolo, contrapposto agli interessi dei più, è sempre e comunque perdente. Soprattutto nel contesto di crisi sociali, politiche ed economiche.

Rabbrividisco pensando ai crimini narrati dalla Storia: l’eliminazione pietosa dei deboli.

Durante il nazismo le Persone Disabili, gli Omosessuali, gli Ebrei, i Comunisti, i Matti furono immolati sull’altare della filosofia Eugenetica: un male crudele, ma necessario. Soprattutto i Disabili. Venivano percepiti come Persone non produttive e quindi inutili. La Storia degli anni 30 è la testimonianza di un’aberrazione morale dovuta alla crisi economica globale. Quando fu percepita in Europa, il Governo tedesco pensò di tagliare il Costo Sociale eliminando le Persone improduttive che erodevano alla Società, ingenti risorse economiche. Risorse che avrebbero potuto e dovuto avere una migliore destinazione: la gioventù tedesca.

Questa è storia ! Ma in questa narrazione ritrovo elementi ed aspetti che rimandano al vissuto recente.

L’episodio di aver distrutto la struttura dei pannoloni di fronte al Consiglio Regionale, non è stato pensato e fatto da una Persona isolata. E’ stata distrutta dai familiari delle Persone disabili, nel solco e condivisione di una violenza inaudita. Nel timore che la nuova definizione di “Persona Disabile Gravissima in Dipendenza vitale” avrebbe sortito l’effetto di sottrarre risorse economiche che, a loro insindacabile giudizio, avrebbero potuto e dovuto avere una migliore destinazione:  la loro.


 

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15 D. - E-mail al Prof. Massimo Toschi. Esposizione pannoloni; una inutile esibizione 

 

Comprendo che occorrono nervi saldi perché il confronto sembra orientato ad utilizzare qualsiasi mezzo di dissuasione: compresa la guerra psicologica. In questo contesto le provocazioni sono unicamente finalizzate a disorientare, incutere ansia, confondere e soprattutto ad isolare proprio coloro che non hanno voce, che non dispongono di mezzi d’informazione, che non hanno visibilità.

Passa qualche giorno e ricevo notizia che il Prof. Massimo Toschi, nella qualità di Consigliere speciale del  Pres. della Regione Toscana, Enrico Rossi, incredulo di fronte a tanto ardire, forse per giustificare

l’incomprensibile costo della sua funzione, non ha esitato a pubblicare una feroce critica, contro l’Associazione Diritto Vita Dignitosa, rea, a suo dire, di una inutile esibizione di pannoloni, proprio di fronte al Consiglio Regionale. Nella centralissima Firenze; in via Cavour.

La cosa non è affatto piaciuta anche per il successo che ha riscosso da parte di moltissimi turisti che uscendo dalla visita a Palazzo Medici Riccardi, trovandosi proprio di fronte a qualcosa di imprevisto ed inconsueto, lo hanno fissato negli obiettivi delle loro macchine fotografiche, in ricordo della loro vacanza. Uno strano souvenir, di questi imprevedibili e “maledetti toscani”.

Non esito a rispondere:

E-mail al Prof. Toschi, consigliere speciale del Pres. Enrico Rossi

 

---Messaggio  inoltrato---

Da: Alberto Guerrieri < Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>

A : Massimo Toschi < Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>

Inviato: Ven 6 maggio 2011,  19:12:19

Oggetto: Pannoloni: Una inutile esibizione

 

Caro Toschi,

rispetto la Sua valutazione: “ I pannoloni di fronte alla Regione toscana sono solo una inutile esibizione….”

Ciò premesso, personalmente penso che Lei, caro Toschi, sino a quando non rimarrà seduto sui propri escrementi per un’intera giornata e questo fatto si ripeterà con regolarità nei giorni festivi per ben quattro anni e mezzo, nella indifferenza generale, non potrà mai avere piena comprensione dei meccanismi mentali e psicologici che hanno indotto mio figlio a tentare, per ben due volte, di non ritenere più accettabile queste condizioni di sopravvivenza. E non riuscirà neppure a comprendere l’enorme differenza tra l’esibizione delle mutande del Dr. Ferrara e cosa intendevano rappresentare i suddetti pannoloni sovrastati dalla scritta “ www.dirittovitadignitosa.it”. Il Diritto ad una vita dignitosa per i “Senza Voce”.

Sinceramente non ho ancora capito che tipo di lavoro Lei stia facendo a  che prevalga in mio figlio l’accettazione della propria estrema Disabilità in rapporto alla latente tentazione di togliere il disturbo, per non creare al Prof. Toschi, alla Regione toscana e più in generale alla Società, ulteriore imbarazzo o disagio per una incomprensibile esposizione di Pannoloni.

Voglia Dio che ciò  non accada! Voglia Dio che non sia costretto a spiegarglielo personalmente...

A presto

Alberto Guerrieri

 

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16 - La Svolta : 23 maggio 2011. 

 

Convocazione presso la Regione toscana

Lascio sulla sinistra il Campanile di Giotto e punto dritto in Piazza Duomo al numero 10 : la Sede della Regione Toscana. La convocazione presso la Sede del Presidente Enrico Rossi, anziché presso la Sede dell’Assessorato alla Sanità, in via Alderotti 26, lascia intuire che il confronto non sarà né semplice, né interlocutorio.

La richiesta di definire oltre le Persone Disabili Gravi e Gravissime anche chi siano le Persone Disabili Gravissime in Dipendenza Vitale, pone un problema politico. Nella Regione toscana non esiste ancora la definizione di chi sia Persona Disabile gravissima in Dipendenza Vitale. Il risultato di una nostra ricerca evidenzia che non esistono registri suddivisi per patologie. Ne consegue che la distribuzione dei fondi avviene necessariamente con il criterio di popolazione residente. Il fatto di non poter disporre del numero certo e verificabile tale, delle Persone Disabili Gravissime in Dipendenza Vitale, comporta un ragionevole dubbio circa la distribuzione equa e giusta delle risorse economiche a favore della Disabilità.

Per il Governo della regione, il rischio di un giudizio negativo sulla trasparenza della gestione delle risorse economiche, è concreto.

Consapevole della criminale discriminazione perdurante dal 2006 a Piombino,  nei confronti di Persona Disabile nella sindrome LOCKED-IN traumatica, certificata dal  Prof. Saltuari di Innsbruck, discriminazione conseguente all’erogazione di un’assistenza di 1 h. / giorno, limitata ai soli giorni feriali ed il fatto di aver già attivato il Difensore Civico della Regione Toscana, Dr.ssa Lucia Francini, affronto il colloquio fortissimamente determinato ad ottenere il riconoscimento di “Concrete e Vitali” necessità assistenziali.

Un certo ottimismo nasceva anche dall’impegno del Difensore Civico di sollecitare e monitorare come da sua competenza l’Istanza presentata. Impegno correttamente mantenuto nel giro di pochi giorni:

IL DIFENSORE CIVICO DELLA REGIONE TOSCANA

Oggetto: Istanza Sig. Alberto Guerrieri per il figlio Roberto Guerrieri nato il 22/08/1969 ed affetto

da locked-in  - in Syndrome  come esito di grave trauma  cranico-encefalico occorsogli il 4 novembre

2004 – comunicazioni e richiesta sviluppi a seguito dell’incontro avuto dall’interessato con l’Assessore

il 23 maggio 2011.

                                                                           Gent,ma Dr.ssa Daniela Scaramuccia Assessore al Diritto alla Salute

                                                                            Direzione Generale  Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà

                                                                            REGIONE TOSCANA – GIUNTA REGIONALE

                                                                            Via Taddeo Alderotti 26  0139 Firenze

                                                                            p.c. Alberto Guerrieri  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Gentile Dottoressa,

a conoscenza che il Sig.Alberto Guerrieri ha avuto occasione di rappresentarLe direttamente la

grave situazione del figlio Roberto e le necessità di assistenza sanitaria del medesimo, prendo atto con soddisfazione dell’impegno di Codesto Assessorato …

 

Vengo finalmente accolto dall’Assessore alla Salute della Regione toscana, Dr.ssa Daniela Scaramuccia, assistita dal Dr. Andrea Leto, Dirigente Area Coordinamento Sanità della Regione e dal Vice Presidente del Consiglio regionale, Giuliano Fedeli, assistito dalla Dr.ssa Carla Campana

La riunione viene aperta dal Dr. Leto. 

Di fronte alla denuncia di fatti concreti e documentati, 1 h./ giorno di assistenza, limitata ai soli giorni feriali, la Dr.ssa Scaramuccia, insieme con il Vice Presidente Fedeli, avocano a sè stessi l’intera questione.

Decidono inoltre di far visita a Piombino alla Persona nella Sindrome LOCKED-IN, al fine di rilevare, loro stessi, le concrete e reali necessità assistenziali.

Solo dopo la visita, entro un tempo massimo di venti giorni, si  impegnano a definire uno specifico“Progetto Socio-Assistenziale Personalizzato” approvato dalla stessa Regione toscana.

Nel congedarmi, provo un brivido nella percezione del risultato conseguito. Quattro anni di sofferenza, di rabbia, di lotta, contro tutto e contro tutti. Resta l’amarezza di essere stato abbandonato da chi ritenevo l’amico più caro: il Dr. Luca Pampaloni.

Non lo giudico. Ha dovuto scegliere tra il valore dell’amicizia e l’esigenza di tutelare ciò che in quella circostanza ha ritenuto per sé stesso, più conveniente.

Un penoso senso di rassegnazione mi obbliga ad accettare e considerare questa nuova realtà.

Temo che i Valori , i Diritti non cambieranno mai il mondo sino a quando non comprenderemo l’esigenza di creare tutti insieme un ponte, tra il Continente di chi ce la fa ed il Continente di chi

non ce la fa. 

Lascio alla mia destra il Campanile di Giotto. Lo ammiro nella sua bellezza.

Forse, sto tornando a vivere ?

 

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17 - Rassegna stampa: IL TIRRENO. 

 

 

 

 

 

CAPITOLO V

 

 Volantino Crisis Suderurgica Piombino

 

 

00- Lettera alla Città. 

LETTERA ALLA CITTA' DI PIOMBINO

PIOMBINO 25 Settembre 2015 - Noi Ultimi, Persone Disabili Gravissime ed i nostri Familiari “temiamo l’isolamento” in cui ci ha cacciato questa spaventosa Crisi Globale.
Nel tentativo di ritenerci ancora parte di questo tessuto sociale, affinchè “Nessuno di noi venga mai abbandonato” riteniamo necessario offrire un contributo di Libere Riflessioni, in completa autonomia ed indipendenza, in rapporto ai problemi Politici, Economici e Sociali che affliggono la nostra Città.
Auspichiamo che non venga mai meno, quel sentimento di appartenenza e di coesione sociale ,che ci ha consentito sin qui, di sopravvivere insieme con TUTTI VOI.

A nome e per conto www.dirittovitadignitosa.it

Alberto Guerrieri

 

01- Acciaieria Cevital: una narrazione credibile? 

Acciaieria Cevital: una narrazione credibile?

PIOMBINO 29 Ottobre 2015 - Pur nella consapevolezza che l’attuale contesto di una crisi globale impone a tutti un alto senso di responsabilità civica e morale, finalizzato a non drammatizzare criticità esistenziali come la perdita di lavoro che determina insicurezza ed in casi estremi, persino perdita di coesione sociale, “si salvi chi può”, è giusto evidenziare che mai, come in questi ultimi anni, la Politica viva momenti di tensione e scarsa stima. Tutto questo non aiuta. Genera inquietudine ed inutili polemiche, come testimonia la cronaca del IL TIRRENO del 21settembre 2015 “…il sindacato FIOM replica al Sindaco di Piombino”.

Colpa di una crescente diffusione di promesse non mantenute e percepite come il tentativo di manipolare la realtà, attraverso una sorta di “Narrazione Credibile”.
La “Narrazione Credibile” per gli esseri umani, è un’esigenza esistenziale, è qualcosa di irrinunciabile, non fosse altro per tentare di immaginare una vita migliore. Il limite di ogni “Narrazione Credibile” è che non sono proposti “Fatti Concreti e Verificabili” ma una serie di “Possibilità” a loro volta subordinate ad “Eventi Futuri”.

Stando così le cose, impossibile esprimere valutazioni critiche sulla “Narrazione Cevital” e sui riflessi economici ed ambientali nell’interesse di tutta la Val di Cornia.
In attesa di conoscere gli accordi sottoscritti con il Governo, sarebbe auspicabile che chi di competenza, si facesse carico di mettere in fila almeno i FATTI che hanno determinato il passaggio dello Stabilimento Siderurgico di Piombino alla Società Lucchini prima, per cederlo a Cevital dopo. Sino a quando non verranno resi comprensibili questi passaggi, la gente continuerà a non comprendere cosa ci è accaduto e perché. Privati di una oggettiva riflessione critica, sarà difficile comprendere cosa ci sta accadendo e quali prospettive di sviluppo potranno concretizzarsi nel nostro territorio. Di fronte alla complessità di un cambiamento strutturale con riflessi economici, sociali e politici che coinvolgeranno l’intera comunità della Val di Cornia, le convinzioni ideologiche dovrebbero lasciare spazio a riflessioni critiche, lontane dal coinvolgere in inutili polemiche il nuovo Sindaco di Piombino Massimo Giuliani, oltretutto a fronte di responsabilità che attengono le precedenti Amministrazioni.

Si inizi invece a riflettere sul fatto che qualsiasi accordo di Governo, non potrà prescindere dalle Leggi e dalle Regole di Mercato. E che la realizzazione di una “Moderna e Competitiva Acciaieria” passa inevitabilmente attraverso precise Definizioni:

1. Mix qualitativo e dimensionale
2. Impianti necessari
3. Costo complessivo della realizzazione
4. Tempi di realizzazione ed avviamento produzione
5. Tempi per l’Ammortamento della Spesa Sostenuta

Purtroppo quest’ultima questione è conseguente a variabili indipendenti, attinenti alla continua evoluzione tecnologica della Produzione acciai e conseguentemente, alla variazione dei costi di produzione in relazione ai livelli qualitativi da raggiungere. Elementi questi che “Tolgono Sonno” ad ogni Imprenditore responsabile che si ponga la domanda:

La Nuova e Moderna Acciaieria di Piombino, considerando il rapporto “Costo-Ricavo” dello investimento ed i tempi oggettivi della realizzazione ed avviamento impianti, trascorsi gli anni necessari per la suddetta realizzazione, risulterà ancora un Investimento Economicamente Sostenibile in rapporto al fluttuare del Mercato Siderurgico Mondiale?
La credibilità della “Narrazione Cevital” va ricercata essenzialmente in questa domanda.

 

02 - NOI PIOMBINESI E LA TRANSUMANZA SOCIALE

NOI PIOMBINESI E LA TRANSUMANZA SOCIALE

PIOMBINO 20 novembre 2015 – Educati all’obbedienza, abbiamo passivamente sottovalutato i contraccolpi della Globalizzazione anche quando la convenienza per la Società Lucchini è stata quella di delocalizzare la produzione Siderurgica in Polonia, persino inviandoci tecnici di Piombino a trasferire le nostre esperienze siderurgiche. Nessun Organo Sindacale e/o Politico, preposto alla salvaguardia e tutela dei posti di lavoro, ha trovato alcun che da obiettare.
Difficile in questo contesto diffondere un clima di serenità e di fiducia. Prevale la diffusa percezione di essere governati da troppo tempo da Persone incapaci di fronteggiare le Criticità Sociali. E qualsiasi lodevole iniziativa, compresa quella recente di un Consigliere Comunale che ha analizzato fatti concreti per sostenere la necessità di elaborare un così detto “Piano B”, ha sortito l’effetto opposto alla finalità di trasmettere la percezione che almeno qualcuno, avendo chiare le criticità di Piombino, si è fatto carico di proporre una soluzione.
Ciò che è prevalso invece è la percezione, o meglio ancora, la prova provata che le precedenti Amministrazioni almeno negli ultimi decenni, non abbiano recepito la necessità di costituire una Organizzazione Autorevole e Competente facente riferimento ad un Sistema di Coordinamento costituito da tutti i Sindaci della Val di Cornia, da tutte le Autorità locali con un filo diretto con la Gente Comune, lanciando messaggi trasparenti e specifici.
Sarebbe interessante interrogare il SISTEMA PIOMBINO, quello che ci ha governato nell’ultimo ventennio, quel complesso Sistema di rapporti e relazioni tra Ambienti Politici, Sindacali, Imprenditoriali e Massonici, insomma chi in concreto ha governato la nostra Città, ritenendo utile e vantaggioso affidare il Governo al così detto “Uomo Chiave” definito da un quotidiano nazionale
“Il Signor Podestà”. Poiché i risultati sono sotto gli occhi di tutti, si rende necessario conoscere quali valutazioni, quali strategie, quali azioni siano state considerate ed intraprese per evitare una prevedibile perdita di posti di lavoro nel settore Siderurgico, con inevitabili ripercussioni Sociali in tutta la Val di Cornia.
Che piaccia o no, è un passaggio obbligato ed ineludibile, senza il quale la Gente comune continuerà a non comprendere “Cosa ci è accaduto e Perché”. Privare la Città di questa oggettiva ed ineludibile riflessione critica, renderà impossibile comprendere cosa ci sta accadendo e quali prospettive di sviluppo potranno concretizzarsi nel nostro territorio.
E’ un passaggio obbligato prima di iniziare un “Nuovo Percorso”. Una sorta di TRANSUMANZA SOCIALE oltretutto IRREVERSIBILE. Siamo consapevoli che nulla sarà come prima. E sappiamo anche che a differenza delle classiche transumanze, quando il Pastore conosceva dove condurre il Gregge verso pascoli ricchi di acqua, nel corso dell’attuale TRANSUMANZA SOCIALE, prevale una diffusa Ansia ed Insicurezza. Il SISTEMA PIOMBINO che non è riuscito a prevenire criticità vitali come la perdita di posti di lavoro, ne esce completamente sfiduciato con il rischio di innescare una Crisi Sociale. Verrà meno quella Passiva Sottomissione che ha consentito di Governare tranquillamente questo territorio per un intero ventennio. La Sfiducia non può che determinare il rischio di una perdita della Coesione Sociale.
E’ esattamente ciò che le Persone Disabili Gravissime ed i loro Familiari temono maggiormente in conseguenza del fatto che ognuno cercherà di risolvere individualmente le personali criticità esistenziali. Cresce il timore che si verrà a formare una enorme Faglia Sociale che separerà il Continente di chi ce la fa, dal Continente di chi non ce la fa.
Nasce così la rabbia, le contestazioni e soprattutto la ricerca di un Capro Espiatorio. E poco importa se a farne le spese sarà il nuovo Sindaco Massimo Giuliani, oltretutto a fronte di responsabilità che concretamente attengono le precedenti Amministrazioni.

Alberto Guerrieri

 

03 - Noi Piombinesi ed il Sindaco Massimo Giuliani

PIOMBINO 5 Dicembre 2015 - La crisi che stiamo attraversando rischia di coinvolgere “Noi Piombinesi” in una sorta di transumanza sociale, aggravata dal paradosso di vivere con ansia questo difficile percorso, perché non riusciamo ad immaginare una destinazione certa. Ed il fatto di ritrovarsi senza un punto di riferimento, dopo aver accettato passivamente che il Sistema politico, sindacale e religioso di Piombino, agisse in quest’ultimo decennio, come un unico blocco compatto affidato ad un “Uomo Chiave”, definito da un giornalista del “Sole 24 ore”, Podestà, certamente non aiuta. Comunque sia, di fronte a questa provocazione, “Noi Piombinesi” non abbiamo reagito, a testimonianza che questo metodo di gestione, se non proprio condiviso, era comunque accettato passivamente da tutti.

In questo senso non trova giustificazione l’insistenza delle ripetute contestazioni nei confronti del nuovo Sindaco Massimo Giuliani, da alcuni fischiato durante la manifestazione del 2 dicembre a Piombino. Resta oggettivamente difficile attribuite precise responsabilità al nuovo Sindaco, a fronte di una crisi di sistema, mai vissuta prima. Crisi che le precedenti Amministrazioni non sono state all’altezza di prevenire e gestire, con iniziative atte ad evitare la disastrosa conseguenza della chiusura dello Stabilimento Siderurgico di Piombino. Chiare indicazioni che lo Stabilimento Siderurgico di Piombino fosse destinato ad essere un vuoto a perdere, risalgono alla fine degli anni ottanta. Si è finto di ignorare che lo stesso Lucchini, anziché investire nello Stabilimento di Piombino, abbia ritenuto conveniente delocalizzare la produzione in Polonia. Quindi, già allora, risultava evidente il tragico destino dello Stabilimento Siderurgico di Piombino.

Ciò premesso, “Noi Piombinesi”, dobbiamo chiederci come sia stato possibile, che nonostante tutto questo, un elemento antropologico, abbia finito per privilegiare le narrazioni credibili delle precedenti Amministrazioni, determinando una sorta di rifiuto di questi fatti concreti.
 La psicologia sociale ha ben noto questo meccanismo perverso. Si manifesta soprattutto quando la gente smarrisce se stessa, quando non trova più un riferimento certo verso cui dirigersi. Nasce così quell’immaginario collettivo di sentirsi al sicuro quando affidiamo ad un “Uomo Chiave”, la soluzione dei nostri problemi. Di fatto rinunciamo ad ogni forma di riflessione autocritica, come un gregge che segue fiducioso il suo Pastore.  In questo senso
“Noi Piombinesi” siamo corresponsabili di quanto ci sta accadendo. Per questo ci sentiamo smarriti e persino pronti ad accettare condizioni di lavoro, con una sostanziale sottomissione alle nuove regole di mercato, che di fatto, risultano restrittive dei diritti sindacali in precedenza acquisiti. In un certo senso, siamo orfani della verità che innesca una crisi di identità e di fiducia in noi stessi. Deprimente la visione di giovani operai, durante la manifestazione tenutasi a Piombino il 2 dicembre. Con una mano tenevano impugnato un tubo di alluminio che sosteneva bandiere di colori diversi. Predominava il rosso. Con l’altra mano tenevano sul petto un cartello con sopra scritto “SONO UN CASSAINTEGRATO”.

Imbarazzo ed umiliazione espressi da occhi smarriti. Quasi la consapevolezza di una dignità perduta.  Allora questa verità, per quanto qualcuno tenti di manipolare, resta pur sempre la verità da cui occorre ripartire. Dobbiamo trovare il modo di raccontare questa verità con la nostra voce, riconoscendo di aver sottovalutato per troppi anni, i segnali di una crisi globale che avrebbe finito per coinvolgerci. Abbiamo delegato altri, ad essere al centro di scelte che predisponevano il futuro non solo di” Noi Piombinesi”, ma dell’intera Comunità della Val di Cornia. E’ già stato evidenziato che resta impossibile, nelle attuali condizioni, prevedere quali cambiamenti economici, sociali e politici, condizioneranno nel prossimi 50 anni, l’intera Comunità della Val di Cornia. E che piaccia o no, dobbiamo riconoscere che il Sistema politico, sindacale e religioso di Piombino, come un unico blocco compatto, affidato ad un “Uomo Chiave”, non ha funzionato. Ma soprattutto dobbiamo ancora riflettere, come sia stato possibile, privilegiare narrazioni credibili e felici, quando tutto intorno a noi, preannunciava una crisi globale spaventosa, mai conosciuta prima.

 

04 - Lettera a Renzi, Rossi e Saccardi

 

Lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

p.c. Pres. Reg. Toscana Enrico Rossi
p.c. Ass. Reg.le Sanità Stefania Saccardi

Oggetto: Noi Piombinesi e la questione siderurgica.

PIOMBINO 16 Dicembre 2015 - Per uscire dall’isolamento in cui questa spaventosa crisi globale ha cacciato le Persone Disabili Gravissime e noi Familiari, per sentirci ancora parte di questo tessuto sociale, nella speranza che nessuno di noi verrà abbandonato, abbiamo ritenuto necessario offrire un contributo di idee e riflessioni (vedi ns. sito alla voce “Si salvi chi può” ), in relazione ai problemi che affliggono il contesto entro cui viviamo. Temiamo che venga meno, quella coesione sociale che ci ha consentito, sin qui, di sopravvivere.
La chiusura dello Stabilimento Siderurgico di Piombino è DISASTROSA per l’intera Comunità della Val di Cornia. E’ già in atto una sorta di RESA DEI CONTI, per la attribuzione delle Responsabilità. Ognuno descrive una realtà, finalizzata ad individuare un Capro Espiatorio.
Non si percepisce quell’ AUTOREVOLEZZA rappresentata dalla Necessaria Sinergia tra Governo, Regione, Provincia, Comune, Sindacati Nazionali e Locali ecc. insomma da Chi di Competenza, al fine di trasferire un minimo di speranza a coloro che dovranno affrontare una sorta di TRANSUMANZA SOCIALE, oltretutto aggravata dall’ansia di non aver punti certi di riferimento, verso cui dirigersi. Regna il CAOS, che consente ad ognuno di interpretare la realtà secondo le personali convenienze.
Difficile pensare che in questo turbinio di attribuzioni di responsabilità, qualcuno abbia interesse a fare chiarezza. Magari riconoscendo che già alla fine degli anni ottanta, 25 anni fa, era prevedibile che gli effetti negativi della Globalizzazione avrebbero finito per coinvolgere anche il nostro Stabilimento. Prova ne sia che lo stesso Lucchini, anziché investire nello Stabilimento di Piombino, già allora ritenne più conveniente de localizzare la produzione in Polonia.
Difficile pensare che qualcun altro riconosca che in quest’ultimo decennio, il Sistema Politico, Economico, Sociale di Piombino, costituitosi in un unico blocco compatto, affidato ad un “Uomo Chiave” che un giornalista del “Il Sole 24 Ore” osò definire “Podestà”, riconosca che non è stato all’altezza di prevenire e gestire, con le necessarie iniziative politiche e quant’altro di competenza, la definizione di azioni atte ad evitare la chiusura dello Stabilimento Siderurgico di Piombino.
Abbiate il buon senso di recepire lo smarrimento di chi non riesce ad immaginare il proprio futuro. Abbiate il buon senso di selezionare competenze autorevoli per la definizione di un concreto Piano Economico e Sociale di Piombino. Si eviti almeno di essere lasciati alla mercé di certi personaggi che non amano apparire, ma che stupiscono per la loro assertività senza complessi, nell’individuare “Nuove Linee di Attività e Sviluppo”, più adeguate ad “Altri Tipi di Vocazioni”.
Moltissimi di noi, ponendosi la domanda “La Vocazione di CHI ?”, non riescono più a conciliarsi con il sonno.
a Tutti, auguri di serenità

a nome e per conto www.dirittovitadignitosa.it

Alberto Guerrieri

 

05 - TAVOLA ROTONDA SULLA SIDERURGIA


TAVOLA ROTONDA SULLA SIDERURGIA

alberto guerrieri

PIOMBINO 5 marzo 2016 - Chiunque abbia partecipato a questa iniziativa, nella speranza di cogliere certezze relative alla nuova e moderna Acciaieria Cevital, ha provato un’imbarazzante sofferenza. La concretezza dell’introduzione del Presidente Preite, in riferimento ad un Convegno tenutosi a Milano sulle Prospettive della Siderurgia italiana a quindici anni, quindi sino al 2030, ha imposto la prevalenza della ragione, sull’ottimismo della volontà. A fronte di un incremento della produzione mondiale di ca.500 Milioni di tonnellate annue, il 90% della produzione avverrà nei paesi in via di sviluppo. Segue uno scenario ancora più drammatico riferendo la manifestazione da parte degli operai di ben 18 Paesi europei, contro il riconoscimento dello Status di economia di mercato alla Cina.
Nel proseguo di questa analisi, sono riferiti dati allarmanti della Cina; un Miliardo e quattordici Milioni di tonnellate annue che hanno determinato la necessità di rovesciare i loro acciai sui mercati europei a prezzi stracciati.
Le relazioni che hanno fatto seguito all’introduzione del Presidente Preite,
alcune nel solco della narrazione politica, altre più puntuali e riflessive, non sono comunque riuscite a ribaltare la prevalenza di un diffuso pessimismo della ragione, contrapposto all’ottimismo della volontà.
Forse è per questa diffusa percezione negativa che gli organizzatori non hanno concesso al pubblico alcun intervento. Una scelta che rispettiamo, ma non condividiamo nel contesto di una Tavola Rotonda. Anche perché, con senso di responsabilità, era mirata a superare inutili contrapposizioni e polemiche.
Finalmente è stato chiarito e confermato che la Narrazione della nuova e moderna Acciaieria Cevital, potrà o meno, concretizzarsi a Piombino rapportandosi esclusivamente alle Leggi in vigore, alle Regole del Mercato nel solco della Convenienza dell’ingente investimento economico, in rapporto al fluttuare della produzione del mercato mondiale.

 

06 - La crisi di Piombino in rapporto al DISCERNIMENTO

PIOMBINO 24 Maggio 2017 - Il Discernimento è una Regola spirituale adottata dai Padri Gesuiti. E’ finalizzata a discernere, distinguere ed analizzare per poter fare scelte responsabili e consapevoli.
Recentemente Papa Francesco, nel solco della Regola, ed in riferimento a “Fatti Concreti”, non ha avuto esitazione nel rilevare e denunciare i danni della globalizzazione e l’inefficacia della politica difronte alle troppe ineguaglianze dell’economia globale, evidenziando che la mancanza di lavoro non è più tollerabile perché lascia senza futuro le nuove generazioni.
Nasce da qui l’idea, nel solco del Discernimento, di tentare un’analisi di come potrà evolversi nel contesto di questa devastante crisi globale, la crisi vissuta nella nostra Città: il passaggio dal vecchio al nuovo.
Il caso Cevital: osservando alcune foto del Sig. Rebrab, se ne trae l’impressione di un uomo capace, di forte temperamento, non fosse altro per essersi strutturato e realizzato in Algeria. Un Paese da una storia complessa e difficile. Probabilmente d’istinto, ha compreso che avrebbe potuto accrescere la sua credibilità rapportandosi con rappresentanti politici e sindacali privi di adeguata esperienza ed autorevolezza. Il fatto è emerso con la commedia tragico-comica del Ringraziamento (Grand Merci) organizzato a Venturina. Un atto di sottomissione politica e sindacale difronte ad un Imprenditore che sorridendo sembrava dire: fidatevi di me…
Il tramite per risolvere lo smarrimento di quanti hanno perso la certezza di un lavoro. Persona fisica e simbolica capace di restituire alla Città di Piombino una continuità siderurgica immutabile ed impermeabile alle crisi della globalizzazione.
E’ mai possibile che a nessuno sia passato per la mente un ragionevole dubbio, l’esigenza di una analisi critica in rapporto ad un progetto siderurgico, anni luce lontano dalle dinamiche della globalizzazione? Un’ipotesi medievale se rapportata a sistemi innovativi, aperti, dinamici e pragmatici che basano le loro proiezioni e gli ingenti investimenti economici sulla base di lunghi studi ed analisi approfondite di mercato.
Possibile che nessuno abbia colto, nel mondo, la tendenza a previlegiare la delocalizzazione della produzione siderurgica nei Paesi in via di sviluppo anziché investire nell’esistente, per poi rimanere fermi in una realtà ritenuta immutabile?
Oltretutto nel contesto di una crisi politica europea che sottrae fiducia e speranza nel concetto di Europa, nostra Casa Comune. Una politica che ha perso rappresentatività quando viene percepito che la Finanza condiziona e determina certe scelte politiche. Allora che senso ha parlare di Bipolarismo anziché Tripolarismo, destra contro sinistra, conservatori contro progressisti, quando tutto si mescola e si confonde, quando i principi, i valori, le ideologie degli uni e degli altri sono percepiti, e/o peggio, risultano asserviti e subordinati alle scelte finanziarie? Renzi è stato pronto ad interpretare questa nuova realtà. Non ha avuto alcuna esitazione ad abolire l’articolo 18, fare il patto del Nazareno, spalmare contributi a pioggia, nel solco della narrazione credibile finalizzata a raccogliere consensi sia da destra che da sinistra, ormai tutti svincolati dalla coerenza di tutelare principi, valori e riferimenti ideologici.
E nel solco di questa nuova realtà, in Francia, Macron è stato altrettanto pronto a realizzare in brevissimo tempo un partito deideologizzato: en marche!
Il problema per le prossime generazioni è comprendere “Verso Dove” sino a quando il futuro della Democrazia e della Coesione sociale in Europa continuerà ad essere insediato da guerre, dalla emergenza immigrati, dal terrorismo, dalla personale incolumità, dalla legittima difesa, dalla evasione fiscale, dalla delocalizzazione delle attività produttive nei paesi in via di sviluppo, dalla dilagante disoccupazione che uccide l’idea di un futuro sereno.
Forse per questo, sono poco interessato al nuovo film di Walter Veltroni: Indizi di felicità.
Avrei preferito che qualcuno si facesse carico di educare le nuove generazioni ad un diverso approccio culturale in rapporto con la realtà. Utilizzare il Discernimento per tentare di immaginare il futuro su basi pragmatiche: il divenire di ciascuno, distinto e separato dalla narrazione di una realtà credibile ed immutabile.

 

07 - ACCIAIERIA JINDAL: SECONDA NARRAZIONE CREDIBILE?

 

Premesso senso di responsabilità finalizzato a non esasperare le criticità esistenziali non solo di chi ha perso lavoro, ma di una intera Città, inquieta perché da troppo tempo vive in uno stato di incertezza, offro una personale riflessione nel solco della precedente Lettera del 29 ottobre 2015:
ACCIAIERIA CEVITAL: UNA NARRAZIONE CREDIBILE? ( Vedi www.dirittovitadignitosa.it alla voce “ CRISI SIDERURGICA”). Sappiamo tutti come è andata a finire.
Il Progetto della nuova e moderna Acciaieria Jindal, pur restando una questione complessa, viene proposto da un Gruppo Industriale di riconosciuta e specifica competenza.
Ma non illudiamoci che il Sig. Jindal sia Persona fisica e simbolica capace di restituire alla Città di Piombino una Continuità Siderurgica immutabile ed impermeabile alla devastante Crisi Globale.
Si eviti di dare per scontato la Concreta Attuazione del Progetto Industriale contando sul fatto che il Governo, i Sindacati, la Regione e l’Amministrazione Comunale hanno dato il loro consenso all’Accordo di transizione tra Cevital / Issad Rebrab e Jindal / Sajjam Jindal. Non fingiamo di ignorare che le Criticità sociali del nostro territorio, non hanno consentito di sederci al tavolo delle trattative con pari dignità rispetto a chi veniva ad offrirci una opportunità. Non fingiamo di ignorare che sono state accettate condizioni certe e penalizzanti per i singoli lavoratori senza adeguata contropartita.
Questa premessa è finalizzata a spazzar via ogni inutile divisione tra il prevalente ottimismo dei più, (incontro al Metropolitan) contrapposto al pessimismo di una esigua minoranza. Per una questione di Buon Senso viene consigliata prudenza nell’ottimismo di tornare a “Colare Acciaio”.
Gli Ottimisti come i Pessimisti hanno uno stesso comune denominatore: Confrontarsi con una complessità di Variabili Indipendenti che in questo momento è impossibile per chiunque catalogare e definire con CERTEZZA. Senza entrare nello specifico, ne consegue che i tempi di Ammortamento dell’investimento ipotizzato, circa un miliardo di euro, non sono al momento certi perché condizionati da una complessità di variabili al momento non definibili con Certezza. Lascio a chi di competenza ed agli amici di Articolo 1 + Camping CIG, l’analisi critica degli accordi sottoscritti. Per dire che segnali inquietanti di questa complessa questione non mancano. La strada da percorrere è molto lunga ed insidiosa. Non si sottovaluti la questione finanziaria delle Banche né la tipologia dei nuovi lavori quali l’automazione ecc. che cambia in modo rapidissimo la competenza professionale del lavoratore. Dobbiamo accettare che questo Progetto Siderurgico ipotizzato da Jindal, va calato nelle dinamiche della Globalizzazione. Va rapportato cioè a sistemi innovativi, aperti, dinamici, pragmatici che basano le loro valutazioni le loro convenienze, le loro proiezioni e gli ingenti investimenti economici sulla base di lunghi studi ed approfondite analisi di mercato.
Sulla base di queste considerazioni il Gruppo Jindal ha precisato che futuri e specifici investimenti da spalmare nel corso di anni sono subordinati ai risultati di uno STUDIO DI FATTIBILITA’ da concludersi entro la fine del 2019. Personalmente non ho idea di quali siano le Vere Ragioni, le Vere Opportunità, le Vere Convenienze che hanno determinato la scelta di Jindal di acquisire Cevital. Per questo mi affido al Buon Senso, avendo presente che questa vicenda va inquadrata in un contesto che trascende la realtà del nostro territorio ( vedi www.dirittovitadignitosa.it, alla voce Crisi Siderurgica “Il Discernimento”) e si colloca nella complessità delle Transazioni Industriali degli anni a venire purtroppo ancora governate e condizionate dalle logiche della Globalizzazione. Ne consegue l’esigenza di una strategia nazionale che aiuti ad accompagnare queste transizioni combattendo le Delocalizzazioni non solo Impiantistiche ma anche Produttive, come nel caso Lucchini. Aveva compreso, trenta anni fa, che in Italia l’investimento nella Siderurgia non era più un investimento per lui conveniente. Per questo preferì investire in Polonia.
Concludo ritenendo che stiamo subendo i danni della Globalizzazione correlati con l’inefficacia di una certa politica che non ha saputo correggere le ineguaglianze dell’Economia Globale.

Alberto Guerrieri
Piombino 28 agosto 2018

 

08 - Confronto sulla Siderurgia

 


 CAPITOLO VI            

 UNO  PSICOLOGO  PER  PIOMBINO

 Grazie a tutti, ma proprio a tutti, per la comprensione ed il sostegno offerto all’idea di uno Psicologo per Piombino, finalizzata a raccontare, analizzare le sofferenze, le aspettative della Città, vissute, lette e interpretate dal suo interno e non raccontate da altri.

L’obiettivo di questa idea risiede nel tentativo di garantire indipendenza da qualsiasi ingerenza o condizionamento politico, sociale o di qualsiasi altra natura.

Non era scontato che tutto questo fosse Compreso, Sostenuto, Apprezzato...

UNO

PERDITA IDENTITA SIDERURGICA

La storia insegna che in particolari condizioni di sofferenza, si pensi all’esperienza dei Lager, la Psicologia  torna utile per la comprensione di ciò che è stato per definire poi, un futuro degno di essere vissuto. E’ nata cosi’ l’idea di proporre un tema pruriginoso: Uno Psicologo per Piombino.

Una missione difficile per chiunque non considerasse  nel primo approccio, che ci troviamo di fronte ad una Città devastata, ancor prima che dalla Pandemia , dalla perdita di una

                                                   Secolare Identità Siderurgica.

Quel senso di appartenenza, l’orgoglio di una identità  che viene da lontano, dagli Etruschi, dalle scorie di ferro sparse ovunque a Baratti…

La prima percezione è quella di una Identità Siderurgica sottratta piano, piano a questa Comunità come da un Baro nel gioco delle carte. Oggi recepita come un vero e proprio Scippo.

Tutto ha avuto inizio nei primi anni 1980.

Arrivò a Piombino uno che non barava affatto: l’Ing. Walker. Aveva una precisa missione affidatagli dall’allora Presidente del Consiglio On.Romano Prodi.

In men che si pensasse l’ing. Walker attraverso il Prepensionamento ridusse l’organico dello Stabilimento di Piombino da 7.200 ca. a 2.500 ca. dipendenti.

Era questo l’obiettivo della sua nobile missione, quale necessario presupposto per cedere lo Stabilimento Siderurgico all’ Ing. Lucchini, ex Presidente di Confindustria.

Il resto lo conosciamo bene.

L’Ing. Lucchini anziché investire nello Stabilimento SCIPPATO alla Comunità, preferi’ delocalizzare la produzione in Polonia, dove la mano d’opera garantiva maggior profitto. Evidentemente aveva una visione più chiara degli effetti della Globalizzazione che già si espandeva nel mondo.

Ad  uno Psicologo che avesse vissuto questa esperienza, non sarebbe sfuggito il fatto che il danno, oltre lo Scippo dello Stabilimento, è aggravato dalla circostanza che chi era preposto a governarci ha continuato a farlo come se noi vivessimo o fossimo destinati a vivere in un’ Oasi impermeabile a tutto ciò che avveniva intorno a noi.

Ma affrontare questo tema equivale ad analizzare il fallimento del Sistema politico, economico, massonico, sindacale, sociale e religioso di un’intera Comunità narrata da un’informazione locale non sufficientemente critica nei confronti di chi era preposto a governare.

Ho piena consapevolezza di quanto sia pericoloso...

Basti pensare alla reazione quando un giornale di tiratura nazionale, IL SOLE 24 Ore, ha appioppato l’epiteto di Podestà  al nostro Sindaco Gianni Anselmi, per evidenziare le carenze ed i difetti di un Sistema di Governo affidate ad un Uomo Solo !

Difetto di una Comunità, non del Sindaco, dovrebbe precisare lo Psicologo.

Nel senso che questo tipo di gestione era nota ed accettata da tutti; Opposizioni comprese.

Con questo spirito, con questa consapevolezza, continuerò a stimolare riflessioni per evidenziare quanto dobbiamo essere legati a questa che fu una meravigliosa Città.

Negli anni 1953, con la crisi dello Stabilimento La Magona d’ Italia, i Genitori della mia generazione, ci hanno regalato la Gioia di vivere concretamente la Solidarietà con chi era stato licenziato: dove si mangia in quattro, si può dividere in sei, esclamò mio padre, accogliendo tra noi i figli di un suo amico...


DUE

Storytelling : Trappola narrazione credibile

Premetto che l’iniziativa di proporre “Uno Psicologo per Piombino” non è stata da tutti gradita.

Conforta il fatto che finirà per danneggiare unicamente me stesso, ma non altri.

Che piaccia o no, giunto alla mia veneranda età, non riesco più a sopportare certe cose che altri evitano di mettere in discussione. Vuoi per una questione di scarso interesse o perché cadono nella trappola delle Narrazioni Credibili.

Per gli esseri umani, la Narrazione Credibile è un’esigenza esistenziale. E’ qualcosa di irrinunciabile, non fosse altro per immaginare una vita migliore. Il limite di ogni Narrazione Credibile consiste nel fatto che non sono riferiti fatti concreti e verificabili tali, ma una serie di eventi possibili che devono verificarsi in futuro.

Nel frattempo la Gente vive in uno stato positivo di speranza.

Questo atteggiamento psicologico è noto ai politici. Per questo non esitano a proporre le loro Storytelling: l’arte di raccontare storie, utilizzata come strategia di comunicazione persuasiva.

Come difenderci ? Con un ragionevole Dubbio, frutto di una riflessione, finalizzata a mettere in discussione ciò che ci viene narrato. Ma in certi casi, l’analisi su determinate questioni è oggettivamente difficile. Nel campo della Crisi Siderurgica di Piombino, privi di un adeguato supporto di competenze professionali, impossibile persino formulare dubbi.

Nel solco di questo ragionamento, in epoca non sospetta, il 29 ottobre 2015, proposi una riflessione critica: Acciaieria Cevital: una narrazione credibile ?

L’obiettivo era quello di contenere, ridimensionare il diffuso entusiasmo, il diffuso ottimismo per l’avvenuta acquisizione dello Stabilimento Siderurgico Lucchini da parte del magnate algerino Issad Rebrab.

E’ la prima riflessione pubblicata nel Capitolo 5 / Crisi Siderurgica di Piombino facente parte della pubblicazione in corso degli INVISIBILI .

Significativo il fatto che nessuna delle riflessioni contenute nel suddetto Capitolo 5, sia stata ritenuta degna di essere pubblicata o menzionata dall’informazione locale.

Nessuna visibilità, nessun commento. E per “ par condicio “ nessuna visibilità, nessun commento alla pubblicazione in corso degli INVISIBILI .

E’ interessante, in chiave psicologica, questo passaggio. Senza volerlo mi venni a trovare in aperta contrapposizione con il messaggio che l’Amministrazione di Piombino stava proponendo:

“….finalmente, dopo tanto soffrire, si è trovata soluzione alla Crisi Siderurgica di Piombino, restituendo dignità ai Dipendenti, fiducia e stima al Governo della Città ed al Governatore della Toscana Enrico Rossi che tanto si erano impegnati per questa soluzione”.

Tutti felici, tranne quel maledetto “GUFO”.

Tipica  espressione per definire una Persona dissidente che argomenta concreti Dubbi rispetto a ciò che una diffusa maggioranza condivide.

Il Sistema politico percepisce chi Dissente, come un problema da rimuovere.

Reagisce: isola, attacca e neutralizza chi dissente. Una sperimentata tecnica psicologica per intimorire e far desistere. In questo contesto la  posta in gioco era troppo alta. Dispendio di troppe energie, troppa fatica per recuperare fiducia e consenso. Intollerabile vedere tutto questo messo in discussione. Il Sistema politico si è trovato nella necessità di blindare, mettere in sicurezza questo presunto successo: aver fissato le premesse per un’ Oasi di prosperità.

Ed in men che si pensasse in data 15 aprile 2016, fu celebrato a Venturina Terme, il  MERCI’

all’algerino Issad  Rebrab premiato da Costa Etrusca come “ Uomo dell’anno”.

Mi fermo qui perché non è semplice esprimere personale dissenso nel contesto di oggettive criticità economiche di un’intera Comunità. Spero di averlo fatto nel rispetto della delicatezza dei temi trattati.


TRE

Marcello D'Orta: io speriamo che me la cavo

Fallito il Progetto dell’algerino Rebrab, dopo quattro anni di incertezza lavorativa arriva a Piombino il magnate indiano Jindal. Il suo Gruppo è il terzo al mondo nella produzione di acciaio.

In data 31 luglio 2018, il Sig. Jindal organizza con i dipendenti un incontro al teatro Metropolitan di Piombino.

Nessuna esitazione nell’affrontare il tema della Continuità Siderurgica:

...vi garantisco che Piombino sarà uno dei più importanti siti di produzione acciaio in Europa

In Città prevale l’ottimismo contrapposto al pessimismo di una minoranza insoddisfatta da come è stato gestito il Progetto Rebrab. Il famoso MERCI’ di Venturina  con un importante premio di Costa Etrusca al Sig. Rebrab, nominato L’uomo dell’anno !!!

Chiunque affronti un’analisi sociale pur a fronte di una minoranza che la pensa in un modo contrapposto ad una maggioranza,deve tenere nel massimo rispetto le diverse e contrapposte valutazioni.

Ho cosi’ pensato prima di affrontare il caso Jindal, di analizzare fatti concreti che hanno preceduto la Crisi Siderurgica, lasciando ad altri le dovute riflessioni.

L’occasione è nata quando mi è capitato tra le mani un libro che considero un capolavoro: autore un collega, il maestro Marcello D’Orta: Io speriamo che me la cavo.

Una stupenda raccolta di 60 temi sgrammaticati , scritti nel 1990 dai bambini di Arzano, un paese vicino a Napoli. Credo che da questa pubblicazione sia nato un film nella percezione di una realtà trasmessa dai genitori nel D.N.A. di questi bambini.

Nascono e sopravvivono nella percezione di una vita di miseria, di mancanza di lavoro, una vita che per loro sarà difficile per la necessità di doversi in qualche modo arrangiare per sopravvivere, per Tirà a campà ! Ad Arzano i bambini nascono e crescono con questa insicurezza esistenziale.

Ho pensato che nessun Psicologo che non fosse nato e vissuto a Napoli sarebbe all’altezza di una pubblicazione sociologica così vera.

Ma questa percezione Io speriamo che me la cavo, vissuta nel 1990 da quei bambini di Arzano, che piaccia o  no, piano piano dal profondo Sud è immigrata al Nord.

Oggi è vissuta anche nella nostra amatissima Piombino.

Da tempo vivo questa percezione negativa, una ragionevole paura determinata oltre che da questa devastante e persistente crisi Globale di natura economica, politica e sociale,  alla quale si è sovrapposta questa drammatica Pandemia temo che finisca per emarginare i più deboli, dividendo la società tra il continente di chi ce la fa diviso e separato dal continente di chi non ce la fa.

E’ nata così l’idea di uno Psicologo per Piombino. Riferire questa drammatica esperienza condividendola con quella dei miei concittadini.  Descrivere le sofferenze le aspettative di una vita quotidiana tentando di analizzare la gravissima crisi che stiamo vivendo vista dall’interno di questa Città. Condividere con i miei concittadini l’amarezza per la perdita di Identità Siderurgica vissuta come uno Scippo e resa drammatica perché inserita nel contesto di questa Pandemia.

Spiegare quanto sia doloroso prendere consapevolezza che quelle certezze che prima hai vissuto sono come volate via di fronte al Corona Virus. Ti crolla il mondo addosso perchè ti accorgi di aver vissuto come dentro ad uno spazio ben definito un’Oasi che ritenevi sicura mentre ora non lo è. Forse non lo sarà più.

Trent’anni fa quando quei bambini napoletani esprimevano le loro insicurezze esistenziali Io speriamo che me la cavo, a Piombino nel 1990 erano in corso i Prepensionamenti. Arrivati alla soglia di 50 anni, ai dipendenti dello Stabilimento Siderurgico veniva offerto uno Sbruffo, si diceva così, un incentivo economico purché se ne andassero felici e contenti.

In quel periodo una ricerca Sociologica organizzata dalla Regione toscana e presentata a Piombino presso Palazzo Appiani, concludeva che anche in questa Città, le persone anziane e nello specifico

“...i Prepensionati, tutto sommato, sono felici.”

Ribelli si è dalla nascita o non lo saremo mai. Contestai le conclusioni della ricerca sociologica con una semplice domanda: Perchè dovrei essere felice quando dalla cronaca nazionale di oggi, si apprende che un gruppo di disoccupati ha occupato il Municipio di Napoli ?

Io non sono felice. Sono preoccupato per ciò che accade intorno a noi senza che nessuno se ne preoccupi.

Sedeva a fianco a me, l’ex Sindaco, Onorevole Polidori. Lo avessi mai fatto: altri si alzarono imprecando anch’io non sono felice e così via ciascuno motivando le proprie ragioni.  

Perchè ho riferito questo fatto così lontano nel tempo? Almeno per due ragioni:

evidenziare che la Crisi Siderurgica in Italia era già diffusa, percepita e sofferta nel lontano 1980.

Provo tenerezza nei confronti di quanti oggi nella mia Città fanno a gara per dire: noi siamo stati i primi a dirlo; già nel 2013…

Abbiate il buon senso di tacere….

Il secondo motivo, per evidenziare che spesso riceviamo dei condizionamenti molto forti. Ci propongono idee, concetti che si propagano da individuo ad individuo e ciascuno assorbe questi concetti queste idee, come una realtà, a meno che qualcuno, un Gufo, contesti e metta in discussione la narrazione di quanto proposto. Chi governa spesso conta sul fatto che la nostra identità, ciò che pensiamo o che finiamo per credere, sia il frutto della narrazione altrui. Per questo difficilmente siamo stimolati ad una riflessione autocritica, a maturare le nostre convinzioni attraverso la lettura dei Fatti Concreti e verificabili tali. Qualcuno in determinate circostanze, per convenienza od altro ti riferisce la sua narrazione dei fatti. Precisa ciò che per lui è giusto e vero, distinto e separato da ciò che per lui non è né chiaro, né giusto. Si conta sul fatto che chi riceve il messaggio non sia culturalmente o per esperienza sufficientemente attrezzato.

Chi non dispone di una diversa interpretazione della realtà, privato di qualsiasi diversa interpretazione, finisce per pensare che quella narrazione sia giusta e vera.

Nascono così i MEMI !

Che piaccia o no, a Piombino, in quegli anni, abbiamo convissuto in condizioni alleggerite dalle preoccupazioni. Una condizione tutto sommato Felice. Non avvertire particolari problemi, vivere tutti insieme questa diffusa serenità che ciascuno di noi desiderava , lontano dalle criticità esistenziali degli altri. 

Che piaccia o no dobbiamo riconoscere questi errori.  Dobbiamo riconoscere che nel corso di questi ultimi quaranta anni, nessuno si è preso carico di analizzare la Globalizzazione in rapporto alle criticità che avrebbero coinvolto lo Stabilimento Siderurgico di Piombino e di conseguenza l’intera Comunità che dallo Stabilimento traeva benessere e tranquillità.

Così, dopo il fallimento del Progetto Rebrab, in data 31 luglio 2018, il Sig.Jindal , incontra a Piombino presso il teatro Metropolitan, i dipendenti.


QUATTRO

Samuel Beckett: Aspettando Godot

En attendant Godot: Aspettando Jindal.  La questione Jindal per la nostra comunità è un passaggio delicatissimo e vitale. Condizionerà il futuro delle nuove generazioni.

Ad oggi non si conoscono le decisioni del Governo Conte per quanto riguarda finanziamenti destinati alla Crisi Siderurgica che stiamo vivendo.

Il Governo sembra orientato per un intervento pubblico a favore dell’ex Ilva di Taranto

( La Repubblica del 3 luglio 2020 / ... in fase di conversione alla Camera un emendamento per Invitalia di utilizzare 470 milioni di euro da investire nell’industria del Sud ).

Nel frattempo, il Sig. Jindal, contrariamente agli impegni assunti, non ha ancora presentato l’atteso Progetto Siderurgico per Piombino.

In questo tempo indefinito, nell’attesa che accada qualcosa , nessuno sembra incidere concretamente né sul generico atteggiamento del Governo, né sul vago impegno Jindal, con la conseguenza che a partire dal 30 luglio 2018, incontro al Metropolitan, nessuno dispone di uno straccio  di Progetto Siderurgico per Piombino su cui discutere e riflettere.

Così in questo contesto surreale, si subisce il fatto di accettare che non esista più un legame tra gli impegni assunti, tra le parole ed i fatti che ne dovrebbero conseguire.

Come è possibile che persone dotate di buon senso, comuni cittadini, negozianti, imprenditori, insegnati e soprattutto chi di competenza non percepisca che da troppi anni subiamo una Narrazione Credibile finalizzata a garantire , nell’apparenza, di essere di imminente realizzazione, ma che nella realtà non accade mai  anche in conseguenza del fatto che tra i molti che l’attendono, una gran parte non fa nulla affinchè questa evenienza si realizzi.

Non è spiegabile questa diffusa apatia .

E’ paradossale questa infinita mancanza di azione, di lotta, contro questa assurda attesa. Ormai in molti viviamo tutto questo con disgusto e rabbia.

Come se tutti noi fossimo inconsapevolmente gli attori dell’Opera teatrale di Samuel Beckett:

En attendant Godot : aspettando Godot

Un dramma psicologico associato al cosiddetto teatro dell’Assurdo, costruito intorno alle condizioni psicologiche dell’attesa. Senza sapere chi si attende e sino a quando.

Siamo nell’ottobre del 1948. L’opera fu rappresentata per la prima volta nel 1953 a Parigi, nel Teatro di Babylone. E’ un testo famosissimo, sicuramente tra i più noti del teatro del novecento.

Due personaggi dei quali non si ha la minima conoscenza, Vladimir e Estragon, aspettano l’arrivo di un terzo, di nome Godot, che però non arriverà mai.

Tutto è vago. Non sappiamo chi siano questi due personaggi, dove si trovino, chi sia questo Godot.

Nel primo atto, di notte, sotto un albero, illuminati da una luna piena, Vladimir ed Estragon attendono due sconosciuti personaggi. Questi comunicano a Vladimir ed Estragon che Godot non riuscirà ad arrivare, ma che verrà senz’altro il giorno successivo. Stessa ora e stesso posto !

Nel secondo atto, il giorno successivo appare un altro personaggio. Un ragazzo comunica a Vladimir ed Estragon, ancora una volta, che Godot non riesce a venire ma verrà senz’altro domani.

E’ questa mancanza d’azione che rappresenta il teatro dell’assurdo, per evidenziare quanto sia inutile stare fermi nell’attesa che succeda qualcosa.

Sembra una sceneggiatura riferita a ciò che stiamo vivendo: La Crisi Siderurgica di Piombino.

Questa idea mi gira per la testa da anni. Cambia il contesto, ma non l’assurdità dell’attesa. Come se Samuel Beckett avesse abbandonato il Vago per definire una precisa didascalia. Il dramma non è più ambientato sotto un albero, in una notte di luna piena, ma nella nostra civilissima Piombino.

Vladimir ed Estragon siamo tutti noi !! L’intera Comunità alla quale Beckett sorridendo proporrà  

i tre Personaggi ai quali affida il messaggio di Godot : questa sera non riesce a venire ma senz’altro verrà domani.

Chi sono i tre personaggi ?

Li conosciamo benissimo tutti a partire dall’ultimo che ci fu presentato al Metropolitan il

30 luglio 2018: il Sig. Sajjam Jindal


CINQUE

Jean Jeaques Rousseau: L'Emilio

Se dovessi selezionare solo due interventi tra quelli presentati alla manifestazione del 4 luglio tenuta in Piazza Bovio a Piombino, non saprei esprimere preferenza tra l’esposizione del Sig. Papediò rappresentante la Comunità senegalese toscana  e quella del Sig. Luca Filippi del Sindacato di Polizia della CGIL.

Il rappresentante della Comunità Senegalese è riuscito a comunicare disagio e sofferenza per la realtà che ha vissuto e che forse sta ancora vivendo. Lo ha fatto senza trasferire odio. Ha invitato tutti a riflettere che il problema razzismo non troverà mai soluzione sino a quando, l’Umanità non sarà cresciuta culturalmente. Bravissimo anche nel controllare l’emozione persino quando ha pronunciato le ultime parole di George Floyd: non posso respirare.

Per me una lexio Magistralis da offrire a tutti gli studenti sia per il contenuto che per come è stata espressa.

L’intervento del Sindacalista di Polizia mi ha colto di sorpresa e mi ha emozionato.

Ha riferito qualcosa che ho vissuto a vent’anni nell’esperienza carceraria della Gorgona. Un sentimento innato di solidarietà verso l’altro che ha perso la libertà. Comprensione e solidarietà che si contrappone al dovere di applicare la Legge certe volte non sufficientemente chiara o comunque vaga ed inadeguata. Anche in questo caso tutto è stato espresso serenamente con un forte senso di responsabilità, lontano da polemiche.

Sicuramente una figura autorevole capace di trasferire sicurezza e protezione a quanti soffrono questa devastante crisi temendo una Disgregazione sociale.

Temo che difficilmente in un prossimo futuro verrà affrontato serenamente il tema del razzismo. E’ un tema ghiotto che si presta ad essere strumentalizzato nella imminente campagna elettorale.

Prima che ciò avvenga propongo una emozionante esperienza vissuta a Piombino:

...alle h. 14 di un giorno di Pasqua in prossimità del Cimitero in via Pietro Gori, la strada era deserta. Ne approfittai per andare a parlare con mio Padre. I resti sono conservati in un’urna ubicata sulla destra del cancello di ferro che precede l’ingresso del Cimitero. Conosco il punto esatto.

Mi posizione di fronte a mio Padre e quel muro cessa di esistere. Così quando tutti altrove festeggiano per Pasqua, Natale o la Mezzanotte dell’ultimo dell’anno,

Io e mio Padre ci scambiamo i ricordi più cari…

Tra il muro di cinta del Cimitero ed un cassonetto dell’immondizia sorprendo un ragazzone nero alto circa due metri. Rovistava nell’immondizia utilizzando una specie di uncino. Ci trovammo inaspettatamente così vicini l’uno all’altro quasi da sfiorarsi fisicamente. Lo fissai negli occhi e temetti un’aggressione.

Ma questo ragazzone grande e grosso come imbarazzato abbassò lo sguardo.

Mi frugai nelle tasche e senza pronunciare una parole istintivamente gli offrii quel poco che avevo trovato. Stese la mano verso di me e lo accettò in silenzio fissandomi negli occhi.

Quello sguardo, quella umana istintiva comprensione non la dimenticherò mai più.

Tutto è avvenuto senza pronunciare una sola parola.

Salì su una bici sgangherata e prese a pedalare  su per via Mina. Sbandava qua e là per la fatica finché lo vidi scomparire oltre la collina.

Hai fatto quello che ti ho sempre insegnato: niente di più, niente di meno disse con orgoglio mio Padre.

A quanti cavalcano l’odio razzista e a quanti vi si oppongono, propongo una diversa lettura della realtà.

Tratto dall’EMILIO di Jean Jeacques Rousseau pubblicato nel lontano 1762:

Tout est bien sortant des mains de l’Auteur des choses, tout degener entre les mains de l’Home.

Ogni cosa è buona mentre lascia le mani del Creatore delle cose. Ogni cosa degenera nelle mani dell’uomo.

Nell’opera dell’Emilio o Trattato dell’Educazione, nessuno nasce Razzista...Razzisti si diventa!

Forse la riflessione che propongo non sarà condivisa. Ma per me, è questa diversa lettura della realtà, è questo tema del perché l’Uomo diventa razzista, il grande Assente alla manifestazione del 4 luglio tenuta in Piazza Bovio.


SEI

Il razzismo in rapporto all'immigrazione

Intervista al Dr. Francesco Pappalardo sul tema controverso del Razzismo con la premessa che:

i valori etici di Solidarietà ed Accoglienza non appartengono a questa o quella ideologia, a

questo o quel partito, a questa o quella Associazione, ma appartengono a tutti coloro che praticano concretamente Solidarietà ed Accoglienza.

Per evitare che qualcuno si senta più Umano di qualcun altro.

Premesso l’obiettivo di evitare la contrapposizione sotto traccia percepita il 4 luglio 2020 in Piazza Bovio: da una parte la Rete Solidale Antirazzista di Piombino e dall’altra Persone comuni, che pur riconoscendosi nei valori di Solidarietà ed Accoglienza, contestano la politica dell’Immigrazione sia del Governo che dell’Europa, ne consegue che i due diversi pensieri non siano da contrapporre per evitare la conflittualità tra Gruppi.

E’ noto che il funzionamento tra Gruppi è regolato dai così detti Assunti di base. Cosa sono ?

Secondo Wuilfred Bia’ psicoanalista britannico si tratta di concetti, di pensieri, elaborati e e condivisi

all’interno di una stessa ideologia di uno stesso Gruppo.

Ne consegue che nessuno all’interno del Gruppo può mettere in discussione questi Assunti di Base, queste idee discusse, concordate e condivise.

Nascono cosi’ molte verità e certezze di fronte alle quali va evitata qualsiasi discussione.

Ciascun Gruppo finirebbe per sentirsi sotto attacco rendendo vano ogni dialogo.

Per non rimanere intrappolati in questi Recinti Percettivi, sono chiamati così, proponiamo una diversa lettura di ciò che viene definito razzismo. Quell’idea folle della superiorità di una razza contrapposta   ad un’altra, sintetizzata nel Canto dei tedeschi del Terzo Reich.

“Deutschland, Deutschland uber alles “ la Germania, la Germania sopra a tutto nel mondo.

Famoso il Comizio di Benito Mussolini tenuto a Trieste nel settembre 1938: Occorre una chiara e severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle Superiorità !

Allora confondere tutto questo con il razionale dissenso contro la politica dell’immigrazione sia

nazionale che europea ,non è accettabile. Facciamola finita !

Come è possibile non vedere la differenza tra una cosa e l’altra ?

Per questo proponiamo un diverso approccio, un diverso dialogo, una riflessione critica aperta a Tutti.

Un respiro fuori da questi Recinti Percettivi, fuori da queste Certezze solo di Alcuni e non di Altri.

Impediscono ogni dialogo, una serena discussione.

Nella considerazione che il Razzismo sarà un tema molto dibattuto nella prossima campagna elettorale, pensiamo di organizzare altri incontri aperti a tutta la Città ed a tutte le opinioni.

Intervista al Dr. Francesco Pappalardo:

Le Persone che fuggono dai loro Paesi pur nella consapevolezza di rischiare la propria vita, perché fuggono ?

Questa è la radice del problema. La logica è ormai chiara da tempo. Anche se non sono cose originali vanno dette perché sono il centro del problema. Ci sono molte Nazioni africane che sono ricchissime in quanto posseggono diamanti, petrolio, gas, beni minerali ma anche prodotti esportabili come caffè, cotone, cacao, gomma e proprio le più ricche spesso sono quelle che hanno le popolazioni più povere perché son quelle che attirano la cupidigia dei Paesi potenti, così detti civili. Quella Classe di Paese a cui appartiene anche l’Italia che non è del tutto estranea a queste politiche di depredazione.

Le economie locali vengono strozzate con meccanismi tipicamente liberisti, in particolare con la moneta a debito, il debito pubblico, gli interessi sul debito, l’austerità.

Guarda caso lo stesso tipo di politica che noi soffriamo nei confronti dell’Unione Europea. Solo che nei nostri confronti questa politica è condotta in maniera più soft e. In Africa questa politica è condotta in maniera selvaggia e non raramente violenta.

Queste politiche hanno effetti deleteri sia nei Paesi di origine dei migranti che nei Paesi di destinazione, nei nostri Paesi. Nei Paesi di origine praticamente la deportazione di massa degli uomini adulti, rende fragili queste Nazioni ed impedisce che si consolidino Democrazie Sovrane perché se non basta la deportazione, il Debito pubblico, si passa alle armi. A volte Guerre civili, condotte per interposta persona. Ogni Paese neo-colonialista si sceglie le bande su cui contare oppure si passa all’assassinio politico. Decine di leader africani sono stati uccisi perché si erano incamminati su politiche indipendentiste. L’ultimo è stato Gheddafi.

Nei Paesi d’immigrazione, l’immigrazione massiccia determina competizione sul lavoro, sui salari, sul Welfare.  Quindi deflazione salariale, riduzione dei Diritti sul lavoro. Degrado del Welfare pubblico e spinta alla privatizzazione del Welfare, perché chi ha poi i soldi per reagire al degrado si organizza perché  il Welfare venga in qualche modo privatizzato.

Su questa competizione si genera il Razzismo. Il razzismo che è frutto di disagi reali di Classi subalterne su cui poi c’è chi specula e soffia politicamente per organizzare questa reazione anche in ideologia para-razziste.

Ma di fatto il razzismo è un fenomeno indotto, in qualche modo pompato, gonfiato, ma deleterio perché divide il fronte degli sfruttati ed i Padroni del mondo godono.

Non solo ma incide negativamente anche sul tema dell’accoglienza.

Certamente. Nella gamma notevole dei problemi attraverso i quali si snocciola il problema dell’immigrazione, da quello centrale del neo-colonialismo liberista in Africa, ai problemi dello sfruttamento economico dei viaggi, del pericolo di morte, ai Paesi intermedi ecc. ecc. poi si passa al tema dell’accoglienza.

A mio avviso questo tema è come cominciare dalla coda anziché dal capo del problema.

Mettere al centro la questione dell’accoglienza rischia di mettere in ombra i temi fondamentali di cui parlavamo prima. Però soddisfa i buoni sentimenti di chi più o meno si trova in situazioni socio-economiche relativamente tranquille. Costoro si possono permettere il lusso di essere super accoglienti.

Perchè l’accoglienza indiscriminata incide come problema reale nei nostri Paesi. Incide come problema reale delle Classi subalterne. Non delle Classi agiate che ne traggono giovamento come per esempio il lavoro nero degli immigrati. Ma mettere al centro la questione dell’accoglienza in un certo senso favorisce anche l’immagine di consolidare questi Popoli sfruttati come Popoli intrinsecamente fragili, incapaci di autonomia, bisognosi necessariamente del nostro aiuto.

Credo che più del nostro aiuto abbiano bisogno che si smetta di rapinarli. E si smetta di uccidere i loro leader indipendentisti.

Ma tutto questo pone necessariamente un problema: pone il LIMITE dell’accoglienza.

Non percepire questo limite si rischia di innescare una disgregazione sociale conseguente alla sottovalutazione dei disagi percepiti dalle Classi subalterne.

Entriamo in un tema estremamente delicato. Diciamo che su un piano logico di una politica seria di un Governo serio che in qualche modo fa gli interessi del proprio Popolo, la risposta è abbastanza semplice.

Il limite deve essere la capacità di assorbimento in cui puoi dargli reali possibilità di integrazione perché se non li puoi integrare praticamente ne fai degli spostati, ne fai della mano d’opera della delinquenza, ne fai dei soggetti costretti a delinquere per sopravvivere e non rendi un servigio né a loro, né a chi in qualche modo li dovrebbe accogliere. Induci reazioni di difesa ed offri il fianco alle speculazioni. Queste si di stampo razzista. Ma è chiaro che integrare è possibile essendo il lavoro l’elemento centrale dell’immigrazione. E’ possibile solo se l’occupazione ed il Welfaree sono soddisfacenti per gli autoctoni. Se siamo nel Paese dell’accoglienza in periodo di alta disoccupazione inevitabilmente l’accoglienza indiscriminata apre il fianco a chi fomenta la guerra tra poveri ed offre il fianco a chi stratifica sulla guerra tra poveri le ideologie razziste. Quindi di fatto l’accoglienza indiscriminata oggi nel nostro Paese è reazionaria.

Allora detto questo chiudiamo tutti i confini, i porti …

Non è questa la soluzione del problema. Ci sono delle cose da fare per creare di unire quel fronte di sfruttati che sono gli sfruttati nel nostro Paese e gli sfruttati nei Paesi dove si esercita il neocolonialismo in Africa.

Unire questo fronte sia sul Piano Internazionale , sia sul Piano interno Nazionale contro il vero nemico che sono le politiche del grande Capitale , le politiche di quello che è oggi il Capitalismo:

il Neoliberismo. Qui si apre un Capitolo che richiede un serio approfondimento.

Ne consegue l’impegno di una nuova intervista al Dr. Francesco Pappalardo a fronte di questo delicatissimo tema.


SETTE

Razzisti per sempre?

Si diventa razzisti? Decidetelo Voi dopo aver preso visione della personalissima esperienza vissuta prima della caduta del muro di Berlino in occasione della visita allo Stabilimento Kloekner presso Berlino, nella civilissima Germania Ovest.

La trasferta era iniziata in un modo meraviglioso. A ricevermi una nuovissima Mercedes con tanto di autista ed interprete. Ero sereno e soddisfatto. Tutto filava liscio come l’olio.

Scambio tecnico sulla vergella diametro 5,50 mm. in rapporto al nuovo treno Vergella di Piombino.

Il loro impianto era più veloce: viaggiava a 90 m./ secondo contro il nostro che viaggiava a 75 m./secondo. Impianti da tutta Europa riconosciuti come i più evoluti.

Poi la visita al treno Vergella insieme ai dirigenti e le maestranze tecniche. Ma durante la visita, per la troppa birra bevuta ebbi necessità di una toilette.

Mi accorsi subito dalle varie espressioni che avevo creato un problema senza però immaginare quale. L’interprete divenne serio ed esclamò: mi segua.

Presto fu tutto chiaro. Mi condusse di fronte a due porte che tutto lasciavano pensare tranne che l’ingresso di una latrina.  Entrambe erano sormontate da una grossa lastra di pietra serena.

Su quella di sinistra era scolpito con lettere maiuscole: Deutceland.

Su quella di destra era scolpito: Sud Europa. Seguiva sempre scolpite sulla pietra serena : Turchia,

Grecia, Jugoslavia, Spagna, Portogallo e per ultima Italia.

Gentilmente l’interprete mi invitò a seguire il dirigente tedesco:

La introdurrà  nel settore Deutceland.

E’ stata la prima volta in vita mia, che ho avvertito prepotente l’orgoglio di essere italiano. L’appartenenza ad una terra ed ad un popolo meraviglioso che mai e poi mai avrebbe neppure immaginato di realizzare una porcata simile.

Dritto come un fuso imboccai la porta del Sud Europa. E nel far ciò mi sentii turco, greco, jugoslavo, spagnolo, portoghese e pochissimo italiano.

Siamo proprio dei Bischeri pensai. Non ci ribelliamo mai…

Quando ne uscii il Dirigente espresse il suo  imbarazzo precisando che non lui, ma il potente Sindacato Deutceland aveva imposto alla Direzione questa soluzione sollecitata e fortemente voluta dai lavoratori di nazionalità tedesca.

Soluzione accettata da tutti come un giusto compromesso: Noi, lavoratori di nazionalità tedesca, obbligati, accettiamo di lavorare con chiunque. Voi dovete rispettare la nostra richiesta: non vogliamo pisciare nella stessa  latrina insieme con tutti gli altri.

Non è finita. Non immaginavo che superato questo trauma ne avrei dovuto affrontare uno peggiore.

La visita prosegue consentendomi di prendere visione del loro ciclo produzione rotaie.

Annoto le differenze. Loro colano in Sorgente noi coliamo in Diretta.

Loro scarfano il blumo prima della laminazione in rotaia, noi laminiamo direttamente il blumo in rotaia. Tutto chiaro, tutto liscio come l’olio.

A questo punto non rimane altro che esprimere i dovuti complimenti e ringraziare i Dirigenti del comparto rotaie. Seguo l’interprete.

Apre la porta un signore alto e magrissimo con una faccia scarna e burbera. Non risponde al saluto dell’interprete ed in men che si pensasse, pur privo della gamba sinistra, sorreggendosi ed aiutandosi con una stampella, si colloca dietro una enorme scrivania piena di fogli e di progetti.

Indirizza la stampella contro di me ed inizia ad imprecare in tedesco.

Ho pensato: ...questo è incazzato perché abbiamo preso visione di tutto il ciclo rotaie, non in sua presenza. Nel frattempo l’interprete reagisce a sua volta imprecando con parole per me incomprensibili. Visibilmente irritato mi invita a seguirlo:abbiamo pochissimo tempo per raggiungere Francoforte..

Durante il viaggio in auto, mi invita ad essere comprensivo nei confronti di questa persona disabile.

Apparteneva ad una Famiglia molto importante nella Società tedesca. Mai aderito all’ideologia nazista ed in conflitto con le gerarchie delle S.S.

Il fratello uno stimato Ufficiale Carrista dell’esercito tedesco.

Lui uno stimato Ufficiale carrista dell’esercito tedesco.

Questi due fratelli, aglim ordini di Rommell furono impegnati nel 1942 in Africa nella battaglia di

EL ALAMEIN.  E’ sopravvissuto per miracolo. Con la fine della guerra tutto il loro patrimonio è andato perduto. Da anni è seguito da uno psichiatra ma non riesce ad accettare la giravolta degli italiani: l’armistizio 8 settembre 1943. Ha chiesto ed ottenuto che nessun italiano lavorasse alle sue dipendenze. Ecco, ora posso tradurle quell’assurda imprecazione: ..italiani, figli di troie.

Sorpreso ci pensai un po' prima di rispondere…

Poi sorridendo esclamai: aveva visto lontano Jean Jeacques Rousseau pubblicando l’EMILIO nel lontano 1762: ...anche il bene nelle mani degli uomini, degenera nel male…

Ancora oggi penso che nessuno nasca cattivo… ma in certe circostanze, tutti possiamo diventare razzisti.


OTTO

Mistero buffo: la crisi siderurgica di Piombino lunga 40 anni

Un Mistero Buffo: da tempo circola sotto traccia il ragionevole sospetto che lo Stabilimento Siderurgico di Piombino, già negli anni ‘80, fosse ormai considerato un vuoto a perdere.

Necessaria una sapiente Gestione Fallimentare, capace di prevenire ed evitare ciò che accadde nel 1953, durante la Crisi Siderurgica della Magona d’Italia.

Gli operai occuparono la Fabbrica e la Città di Piombino, tutta,  insorse a sostegno di questa lotta nonostante il Governo Scelba ed i manganelli facili della Celere.

Se cosi’ fosse non vi è dubbio alcuno che questa Gestione Fallimentare sia stata programmata e guidata negli anni successivi, con certosina precisione: piano, piano, con gradualità, secondo un preciso Spartito Preconfezionato.

Oggi però, la posta in gioco è altissima: a Piombino non si colerà più acciaio ?

Certamente questo problema se lo sarà posto l’attuale Sindaco, Avv. Francesco Ferrari insieme con le precedenti Amministrazioni succedutesi a partire dagli anni ‘80, quando iniziarono i prepensionamenti. In quegli anni, il nostro giovane Sindaco, portava i calzoncini corti.

La prima coincidenza, nel solco di questo ragionevole sospetto, va ricercata nel fatto che proprio negli anni ‘80 e ‘90 furono imposte Privatizzazioni e Cambiamenti finalizzati ad ottenere maggiore Flessibilità, Riduzione Salari ecc.

Le conseguenze sono note: incremento della Precarietà e della Disoccupazione.

Una Storia lunga 40 anni di Sospetti, Coincidenze, Indizi, Narrazioni Credibili, che hanno prodotto però una Prova Certa, avrebbe detto Agatha Christie: in data 24 aprile 2014 viene fermato L’Altoforno con l’inevitabile chiusura dell’acciaieria. Restano in vita tre impianti di laminazione:

Rotaie, Barre, Vergella.

A suo tempo ho espresso personali riflessioni contenute sulla “Crisi Siderurgica di Piombino” consultabile sul Sito  www.dirittovitadignitosa.it .

Se trovate un po' di tempo consiglio di prenderne visione.

Spiega che lo Stato attraverso i prepensionamenti si assumeva l’onere di una Ristrutturazione Siderurgica Nazionale nella previsione al 2030, del Mercato Siderurgico Globale: attribuire il 90 % della Produzione Siderurgica Mondiale, stimata in 500 milioni di tonnellate anno, ai Paesi in via di sviluppo, non all’Italia.

Come se non fosse sufficiente la riflessione che la Cina, prevedendo entro il 2030, di ridurre 145 Milioni di tonnellate anno, l’80 % da ciclo Integrale, questa contrazione rende poco probabile la convenienza di investire oltre un Miliardo di euro nel settore siderurgico, proprio qui a Piombino.

Questa storia merita di essere raccontata bene senza trascurare i numerosi Indizi rapportati a precisi passaggi che hanno determinato lo spegnimento dell’Altoforno con la drammatica percezione della perdita di una Secolare Identità Siderurgica .

Uno Scippo del quale la Comunità ha preso consapevolezza solo a cose avvenute, per non aver considerato e messo in fila Fatti concreti e non aver colto Indizi concreti.

A Torino, presso la Società Fiat, vengo introdotto dal Dr. Michele Ivaldi, Capo Servizio del Controllo Qualità dello Stabilimento Siderurgico di Piombino, in una piccola stanza scarsamente illuminata. Una vecchia scrivania stracolma di carte. Un ufficio in apparenza insignificante.

Improvvisamente irrompe un signore ben distinto che ignorando qualsiasi formalità si rivolge direttamente al Dr. Ivaldi con un tono ed un fare che non lasciava dubbi sulla sua autorevolezza:

Dr. Ivaldi, per il prossimo incontro, oltre l’andamento qualitativo della produzione Altoforno, Acciaieria e Laminazione, mi necessitano gli Organici del Controllo Qualità suddivisi nei vari settori, competenze, livelli e retribuzioni, in modo da fare una correlazione diretta tra costo, efficienza ed obiettivi raggiunti.

In questa circostanza mi fu presentato l’Ing. Walker , molto tempo prima del suo arrivo a Piombino.

Perchè ho riferito questo incontro ?

Per farvi riflettere sul fatto che quando l’Ing. Walker venne a Piombino aveva le idee chiare circa la Nobile Missione che gli era stata conferita dall’allora Presidente del Consiglio, Romano Prodi.

Un pacchettino preconfezionato consistente nel cedere al Dr. Lucchini, ex Presidente Confindustria, lo Stabilimento Siderurgico di Piombino, ad un costo irrisorio, e soltanto dopo aver ridotto, attraverso i prepensionamenti, l’organico complessivo da ca. 7.880 unità a ca. 2.500 unità.

Mi fermo qui perché questa storia va raccontata e analizzata molto bene.

Mi impegno a riferire Strategie Sociali asservite a far accettare Decisioni Impopolari come un Destino doloroso, ma necessario.